Appello internazionale sulla “flagrante violazione della Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica”

Una coalizione internazionale trasversale composta ad oggi 29 maggio da oltre 700 parlamentari e legislatori di 36 Paesi promuove una dichiarazione per denunciare “l’introduzione unilaterale di una legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong” e chiedere a governi solidali di unirsi contro questa “flagrante violazione della Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica”.

Guidata dall’ex governatore di Hong Kong, Lord Patten, e dall’ex Ministro degli Esteri del Regno Unito, Sir Malcolm Rifkind, la coalizione è composta da attori politici muniti di profonda competenza ed esperienza tra cui ex Primi Ministri, Ministri degli Esteri, Ministri della Difesa, eminenti esperti legali e dei diritti umani, diplomatici, senatori e deputati.

Lord Patten ha dichiarato: “La dichiarazione mostra un crescente e diffuso sdegno internazionale per la decisione del governo cinese di imporre unilateralmente una legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong. L’ampiezza del sostegno, che abbraccia tutti i partiti politici e quattro continenti, riflette la gravità della situazione e il supporto internazionale unificato in corso per il principio ‘un Paese, di due sistemi'”.

Tra i firmatari figurano tre ex Ministri degli Esteri britannici, due ex leader del Partito Conservatore britannico, due ex Presidenti della Camera dei Comuni e l’ex Vice Primo Ministro britannico. Tra i firmatari vi sono due ex Primi Ministri europei, i presidenti delle Commissioni per gli Affari Esteri degli Stati Uniti, del Regno Unito, dell’Australia e della Nuova Zelanda, i principali membri del Partito dei Verdi di tutto il mondo e tutti i Liberal-Democratici della Camera dei comuni.

Negli Stati Uniti, è stato firmato dai presidenti di tre diverse Commissioni della Camera dei Rappresentanti, nonché da entrambi i co-presidenti della Commissione Esecutiva Congressuale sulla Cina e dal principale componente della Commissione per le relazioni esterne del Senato. In Canada, è stato firmato da membri senior del Gabinetto Ombra, dagli ex candidati alla guida del Paese Erin O’Too e Peter Mackay e dall’ex Segretario di Stato per l’Asia e il Pacifico David Kilgour. Hanno sottoscritto 20 parlamentari australiani e 9 tedeschi. Vi è una considerevole rappresentanza asiatica, tra cui il presidente del gruppo di parlamentari per i diritti umani dell’ASEAN. Tra i diplomatici rappresentati figurano l’ex ambasciatore del Regno Unito presso le Nazioni Unite e l’ex ambasciatore negli Stati Uniti, nonché l’ex ambasciatore per i diritti umani della Corea del Sud.

Commentando la pubblicazione della dichiarazione internazionale, il senatore Marco Rubio, presidente della Commissione sull’intelligence del Senato degli Stati Uniti, ha dichiarato: “Con questa lettera, i legislatori di molte democrazie si uniscono per esprimere il loro sostegno all’autonomia e ai cittadini di Hong Kong. Le nostre parole devono essere ascoltate e dar vita ad iniziative e i nostri governi devono rimanere vigili e pronti a rispondere alle violazioni di Pechino della Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica”.

Il senatore Robert Menendez, componente senior della Commissione per le relazioni esterne del Senato degli Stati Uniti, ha aggiunto: “Oggi siamo tutti cittadini di Hong Kong. Tutti coloro che sostengono e rispettano il diritto internazionale, le norme e i comportamenti internazionali e chiunque sostenga ile legittime aspirazioni di autonomia della popolazione di Hong Kong, i loro diritti umani e le loro libertà democratiche in base a ‘un Paese, due sistemi’, hanno la responsabilità di parlare oggi e chiarire che il comportamento di Pechino è inaccettabile”.

Sir Malcolm Rifkind, ex Ministro agli Affari Esteri del Regno Unito e governatore di Hong Kong, ha dichiarato: “Questa è la più grave minaccia per il popolo di Hong Kong posta dal governo cinese dal 1997. Il popolo di Hong Kong ha bisogno e merita il nostro sostegno.”

Il co-fondatore e presidente di Hong Kong Watch, Benedict Rogers, ha dichiarato: “La morte della democrazia a Hong Kong dovrebbe essere motivo di grave preoccupazione per tutti noi. Speriamo che questa dichiarazione internazionale di responsabili politici da tutto il panorama politico e geografico invii un chiaro messaggio a Pechino che il mondo non consentirà facilmente lo smantellamento del modello ‘un Paese, due sistemi’ dall’oggi al domani.”

Dichiarazione congiunta

Noi, co-firmatari, esprimiamo gravi preoccupazioni per l’introduzione unilaterale della legge sulla sicurezza nazionale da parte di Pechino a Hong Kong.

Si tratta di un assalto all’autonomia, allo stato di diritto e alle libertà fondamentali della città. L’integrità di un Paese, due sistemi è appesa a un filo.

Alla base delle proteste ci sono le sincere richieste dei cittadini di Hong Kong. Leggi draconiane inaspriranno ulteriormente la situazione, mettendo a repentaglio il futuro di Hong Kong come città internazionale cinese aperta.

Se la comunità internazionale non può fidarsi della parola di Pechino nel caso di Hong Kong, difficilmente sarà possibile farlo su altre questioni. I governi solidali devono unirsi per dire che questa flagrante violazione della Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica non può essere tollerata.

Leggi la lista di firmatari e la dichiarazione originale in inglese

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