Azione legale di Sam Rainsy negli Stati Uniti sull’uso di Facebook di Hun Sen

L’8 febbraio Sam Rainsy, l’ex leader dell’opposizione cambogiana e membro onorario del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”, ha aperto una causa in una Corte Federale degli Stati Uniti chiedendo informazioni su Facebook relativamente all’abuso della piattaforma social da parte della Cambogia. E’ una delle prime cause civili a cercare informazioni interne da Facebook riguardo l’uso improprio della sua piattaforma da parte di membri di uno stato straniero. I documenti e le testimonianze richieste a Facebook saranno utilizzate per rispondere alle accuse formulate dal dittatore della Cambogia, l’ex comandante dei Khmer Rossi Hun Sen.

La petizione federale di Sam Rainsy cerca informazioni in possesso di Facebook riguardo l’uso improprio dei social media da parte di Hun Sen utilizzate per ingannare l’elettorato cambogiano e commettere violazioni dei diritti umani. Le informazioni aiuteranno la difesa legale del signor Sam in Cambogia e altrove. Un problema chiave è la presunta falsificazione di Hun Sen della sua popolarità usando le “fabbriche di click” per generare milioni di “mi piace” falsi sul suo account Facebook. Hun Sen ha anche usato la piattaforma per veicolare minacce di morte contro gli oppositori politici, incluso Sam stesso. Queste attività violano la condotta e i termini di utilizzo di Facebook.

La petizione chiede la divulgazione dei registri di Facebook relativi all’abuso del sito da parte di Hun Sen e dei suoi alleati, incluso il dispendio di denaro statale da parte di Hun Sen per farsi pubblicità in rete. La denuncia sottolinea il ruolo svolto da Facebook in paesi come la Cambogia, dove i media tradizionali e l’accesso alle informazioni sono stati repressi. Le prove in possesso di Facebook aiuteranno a far luce sugli sforzi di Hun Sen per manipolare i social media per sopprimere ulteriormente il dibattito pubblico. “Contiamo su Facebook per aiutare a far luce sulla manipolazione della tecnologia da parte del regime. Se Hun Sen non ha nulla da nascondere, dovrebbe sostenere la nostra indagine sulle sue attività”, ha affermato il richiedente Sam Rainsy, che aggiunge: “il popolo cambogiano e la comunità internazionale meritano la verità”.

Hun Sen e la sua famiglia sono stati oggetto di forti critiche da parte delle Nazioni Unite, dei gruppi per i diritti umani, nonché del governo degli Stati Uniti, per una serie di recenti abusi. Questi includono presunti omicidi extra-giudiziari, la soppressione della libertà di stampa, la detenzione illegale di oppositori e lo scioglimento del principale partito di opposizione della Cambogia. Queste azioni sono state prese in vista delle prossime elezioni, previste per il luglio 2018.

“Facebook ha dimostrato il suo potenziale per contribuire a migliorare la condivisione delle informazioni e la trasparenza in paesi come la Cambogia”, ha affermato l’avvocato di Sam Rainsy, J. Noah Hagey, della BraunHagey Borden LLP. “Le questioni sollevate con la petizione pongono domande fondamentali sul ruolo di Facebook nel processo democratico, compreso il modo in cui reagisce quando viene usato impropriamente dai regimi repressivi. Siamo impazienti di lavorare con Facebook per raccogliere le informazioni necessarie a sostegno dei nostri clienti e per esporre la verità dietro i numerosi abusi di Hun Sen”.

Sam Rainsy è rappresentato pro bono da J. Noah Hagey e Matthew Borden della studio legale con sede a San Francisco BraunHagey & Borden LLP, e da Richard Rogers della Global Diligence LLP, una organizzazione per i diritti umani basata a Londra.

Inoltre, il 9 febbraio, i senatori statunitensi Lindsey Graham (R-South Carolina), Dick Durbin (D-Illinois), Ted Cruz (R-Texas), Ben Cardin (D-Maryland) e Patrick Leahy (D-Vermont) hanno presentato il Disegno di Legge sulla responsabilità in Cambogia e ritorno sugli investimenti (CARI) 2018.

Il Disegno CARI limita l’assistenza al governo cambogiano a causa delle azioni intraprese per quanto riguarda la sicurezza regionale, l’applicazione delle sanzioni contro la Corea del Nord e gli sforzi per proteggere i diritti e le responsabilità sanciti dalla costituzione cambogiana, tra cui il rilascio immediato del leader dell’opposizione Kem Sokha, i giornalisti incarcerati ed altri attivisti. La legislazione richiede il proseguimento dell’attuazione della politica di negazione dei visti imposto nel dicembre 2017 fino a quando non si saranno svolte elezioni parlamentari libere ed eque e prevede il congelamento dei beni di qualsiasi individuo coinvolto in simili circostanze.

Altre informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook di Sam Rainsy

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