Convegno al Senato: Legge Magnitsky e applicazione in ambito europeo

Su iniziativa del Senatore Roberto Rampi, in collaborazione con la Federazione Italiana Diritti Umani, Open Dialogue Foundation, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, EU-Russian Expert Group On Combating Transborder Corruption, giovedì 28 marzo dalle 10 alle 13, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro a Piazza Capranica 72 a Roma, convegno:

LEGGE MAGNITSKY E DIRITTI UMANI NEL MONDO: L’APPLICAZIONE IN AMBITO EUROPEO

La legge Magnitsky prende il nome dal legale russo anti-corruzione Sergei Magnitsky, che nel
2007-2008 denunciò pubblicamente una frode fiscale su larga scala che coinvolgeva
funzionari di polizia, magistrati, ispettori del fisco, banchieri e organizzazioni criminali di
stampo mafioso. In seguito alle sue denunce, fu arrestato e – dopo undici mesi di detenzione
senza processo in condizioni durissime – morì in una prigione di Mosca, a 37 anni, nel
novembre del 2009. L’imprenditore statunitense Bill Browder, suo assistito, lanciò quindi una
campagna affinché venissero imposte sanzioni mirate nei confronti dei funzionari coinvolti,
finalizzate ad impedire loro di entrare nel territorio USA ed escluderli dal sistema economico-
finanziario americano.

Nel 2012 il Congresso americano approvò il Magnitsky Act, che prevedeva sanzioni
individuali consistenti, in particolare, nel congelamento dei beni e nel rifiuto del rilascio del visto d’entrata negli Stati Uniti. Nel 2016 la legge è stata ampliata con il Global Magnitsky Human Rights Accountability Act, che permette al Governo degli Stati Uniti di imporre
sanzioni mirate nei confronti di individui responsabili di violazioni dei diritti umani e di gravi atti di corruzione in qualsiasi Paese. Si tratta di un efficace strumento legislativo per
contrastare l’impunità in quei Paesi in cui tali pratiche sono sistematiche. Funziona inoltre da
deterrente per i governi di Paesi non democratici che si sono macchiati delle più gravi
violazioni delle norme internazionali a tutela dei diritti umani, incentivandoli a non agire in
tal senso e a compiere atti di responsabilità di fronte alla comunità internazionale e ai propri
cittadini.

Oltre al Canada, anche diversi Stati membri dell’Unione Europea hanno adottato norme simili
al Global Magnitsky Act: il Regno Unito, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania e l’Olanda.
Inoltre, il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa si sono espressi a favore della
promozione della legge Magnitsky. Il 10 dicembre 2018, in occasione del 70° anniversario
della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, i ministri degli Affari esteri europei hanno
approvato all’unanimità la proposta olandese per un atto legislativo basato sul modello del
Global Magnitsky Act a livello europeo (“EU Global Human Rights Sanctions Regime”).
Giovedì 14 marzo 2019, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione a favore di un
regime di sanzioni dell’UE, che porterà simbolicamente il nome di Sergei Magnitsky.

Il seminario di Roma si propone di presentare l’impianto della norma e la sua concreta
applicazione nei Paesi che l’hanno già adottata, con l’intento di sostenerne l’estensione nel
contesto italiano ed europeo. Nella prima parte si analizzeranno gli aspetti generali per
l’attuazione della normativa a livello internazionale, europeo e nazionale sui diritti umani. La
seconda parte sarà dedicata, invece, alla valutazione della sua efficacia in altri contesti dove la legge è già in vigore e alla sua possibile trasposizione nell’ordinamento italiano. Tra i relatori, sono previsti gli interventi di difensori dei diritti umani, promotori della legge Magnitsky e vittime che lottano contro l’impunità e i soprusi in Paesi non democratici, quali la Russia, il Venezuela, l’Azerbaigian, il Kazakistan, la Moldova e altri ancora. Sono invitati parlamentari di tutte le forze politiche.

Per informazioni e accrediti si prega di contattare Laura Harth, rappresentante all’ONU del Partito Radicale: harthlaura@gmail.com

PROGRAMMA

9:45 – Accesso alla Sala e registrazione dei partecipanti
10:15 – Prima sessione

Dal “Global Magnitsky Act” al Consiglio d’Europa: l’applicazione della legge
Magnitsky e i diritti umani nel mondo. A che punto siamo in Italia?

Roberto Rampi – membro della Commissione Cultura del Senato della Repubblica e della
Delegazione italiana all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa
Antonio Stango – presidente della Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU), cofondatore
del Comitato Italiano Helsinki
Alice Stollmeyer – attivista olandese, direttrice esecutiva dell’iniziativa civica Defending
Democracy e consulente digitale per gli affari europei
Bill Browder (video-intervento) – fondatore e CEO di Hermitage Capital Management e
leader della campagna internazionale per l’adozione del Global Magnitsky Act
Gunnar M. Ekeløve-Slydal – vice segretario del Norwegian Helsinki Committee (NHC)
Laura Harth – rappresentante all’ONU del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e
Transpartito (PRNTT) e Coordinatrice del Comitato Scientifico del Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella”
Jared Genser – avvocato statunitense e direttore generale di Perseus Strategies LLC, già
fondatore di Freedom Now, ONG che si occupa di prigionieri politici nel mondo

Interventi dei parlamentari presenti
Domande dal pubblico e risposte dei relatori

11:45 – Seconda sessione

L’impatto della legge Magnitsky sulla protezione dei diritti umani. Testimonianze da
diversi Paesi

Paola Gaffurini – advocacy officer per la Open Dialogue Foundation (ODF), organizzazione
per i diritti umani attiva nella difesa di prigionieri politici e vittime di persecuzione politica nella regione dell’ex Urss
Emin Huseynov – giornalista investigativo azero e fondatore dell’Institute for Reporters’
Freedom and Safety (IRFS)
Rodrigo Diamanti – attivista venezuelano, fondatore della ONG Un Mundo Sin Mordaza per
la difesa dei diritti umani in Venezuela e rappresentante europeo per gli aiuti umanitari del
governo di Guaidó
Anastasia Kirilenko – giornalista investigativa con base a Parigi, membro dell’iniziativa
Transborder Corruption Archive e coproduttrice del documentario Putin and the mafia (2018)
Oleksandra Matviychuk – avvocatessa, nota attivista ucraina e presidente del Center for
Civil Liberties (CCL), con sede a Kiev. Oleksandra conduce inoltre la campagna
internazionale LetMyPeopleGo per il rilascio dei detenuti politici ucraini in Russia ed è
coordinatrice del gruppo di iniziativa Euromaidan SOS
Maigul Sadykova – attivista e blogger di Astana. Maigul è stata vittima di
frequenti trattamenti ingiusti e detenzione arbitraria per aver sostenuto il movimento di
opposizione pacifico Scelta Democratica per il Kazakistan (DVK), bandito dalle autorità
kazake nel marzo 2018 come organizzazione “estremista”

Modera Antonio Stango

Intervento dei parlamentari presenti
Domande dal pubblico e risposte dei relatori

Per entrare al Senato per gli uomini vige l’obbligo di indossare giacca e cravatta

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