Depositata in Commissione esteri una proposta di risoluzione sul genocidio uiguro

A seguito delle sanzioni imposte a dieci individui europei e quattro entità europee, comprese Istituzioni parlamentari, alcuni Parlamentari italiani hanno annunciato il loro incrollabile sostegno ai colleghi, promettendo di non cedere agli sforzi del Partito comunista cinese per fargli tacere sulle violazioni massicce dei diritti umani nella Repubblica popolare, e in particolare nello Xinjiang.

Tra essi l’On. Paolo Formentini, Vice-Presidente della Commissione Affari esteri alla Camera dei Deputati e membro dell’Alleanza Inter-Parlamentare sulla Cina (IPAC), che da tempo è al fianco del popolo oppresso in Cina e ha più volte agito in difesa dei diritti umani e dello Stato di Diritto nell’ambito degli impegni internazionali in Xinjiang, Tibet e Hong Kong.

In linea con le iniziative dei colleghi parlamentari in Belgio, Olanda, Canada e Lituania, e mentre l’Ambasciatore cinese in Italia Li Junhua è convocato alla Farnersina in merito alle sanzioni imposte da Pechino nei confronti dell’Ue, questa mattina Formentini ha annunciato il deposito di una proposta di Risoluzione “Genocidio”, volta a riconoscere le atrocità commesse contro gli Uiguri e altre popolazioni musulmane nello Xinjiang come un genocidio ai sensi della Convenzione ONU del 1948, impegnando il Governo italiano di adattare le sue politiche nei confronti della Cina in linea con Paesi alleati e in particolare con le decisioni prese al riguardo da organi competenti negli Stati Uniti, Canada e Paesi Bassi. Se accettata, la risoluzione potrebbe già andare in votazione la prossima settimana in Commissione Esteri. La proposta di risoluzione, riferendosi esplicitamente alla denominazione uigura dello Xinjiang come “Turkestan orientale”, richiede anche al Governo italiano di allinearsi con gli alleati nel valutare la possibilità di spostare la sede dei prossimi Giochi olimpici invernali del 2022.

Dichiarazione dell’On. Paolo Formentini (Lega): “Da Hong Kong al Tibet fino allo Xinjiang, ci schieriamo contro l’oppressione e I crimini contro l’umanità! Gli Uiguri che vivono sotto un regime da grande fratello controllati da telecamere a riconoscimento facciale h24 e internati per essere ‘rieducati’, perfino sterilizzati secondo lo studioso Adrian Zenz, assurgono a simbolo della lotta per la libertà e contro un vero e proprio genocidio.”

Laura Harth, del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella” guidato dall’ex Ministro degli Esteri Amb. Giulio Terzi di Sant’Agata e liaison regionale IPAC: “Abbiamo fatto molta strada da quando Dolkun Isa, Presidente del Congresso mondiale uiguro, fu fermato ed impedito di entrare nel Senato italiano nel luglio 2017 per denunciare la campagna di internamento di massa nello Xinjiang.

Dalla sottoscrizione del famigerato Memorandum of Understanding sulla nuova Via della Seta nel marzo 2019 tra Italia e Cina, il numero di Parlamentari italiani che difendono i diritti umani e un ordine internazionale basato sullo stato di diritto e i suoi principi universali di democrazia, libertà di opinione, espressione e credo è cresciuto rapidamente.

I tentativi continui di intimidirli e zittirli, come dopo l’audizione di Joshua Wong al Senato nel novembre 2019, e il coordinamento nell’ambito dell’IPAC hanno aumentato significativamente l’attenzione per la dilagante repressione di questi principi da parte di un regime che detesta tutti i valori inerenti alla vita umana, e spesso persino la stessa vita umana.

Questa proposta di risoluzione del Vice-Presidente Paolo Formentini è un altro passo decisivo nella direzione di un riallineamento dell’Italia con gli alleati internazionali e un chiaro invito al Governo italiano a difendere i principi sanciti dalla sua Costituzione.

A questo proposito, dovrebbe urgentemente riconsiderare la sua posizione sulla nuova Via della Seta e i suoi MOU segretati, che non hanno portato frutti se non una vittoria politica per Pechino, così come il prossimo ‘Anno della Cultura e del Turismo Italia – Cina 2022’. La promozione e la propaganda di un attore statale genocida non appartiene alla lunga e ricca cultura del popolo italiano o del popolo cinese in generale.”

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