Giulio Terzi: l’attacco alle petroliere è un’ulteriore prova della criminalità del regime iraniano

Il 14 giugno Washington ha accusato senza esitazioni l’Iran per l’attacco a due petroliere che si trovavano nelle acque del Golfo di Oman. L’aggressione, avvenuta il giorno precedente, fa seguito ad altri attacchi perpetrati pochi giorni fa per i quali erano già forti i sospetti verso il regime di Teheran che aveva minacciato più volte di compiere. Teheran smentisce ovviamente la paternità, nonostante continue e specifiche minacce del regime proprio in questa direzione da circa due mesi. Gli Americani e i loro alleati nel Golfo condividono certezza e preoccupazione crescente rispetto alla minaccia iraniana.

Gli attacchi hanno avuto luogo proprio durante la missione di “mediazione” del Primo Ministro giapponese Shinzo Abe che ha incontrato, tra gli altri, il leader supremo l’Ayatollah Khamenei. Un tempismo furbescamente inteso a sostenere l’estraneità del regime rispetto ad un atto criminale di guerra contro navi mercantili. Intanto, il “megafono del regime”, il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, si premura di twittare quanto sia “sospetto” l’attacco durante la visita di Shinzo Abe. Tradotto: non può averlo fatto l’Ayatollah Khamenei perché è amante della pace. Gli autori sono quindi gli Americani. Che logica!

Purtroppo per i tanti Pinocchi di Teheran, esiste un filmato notturno che mostra un’imbarcazione militare iraniana con l’equipaggio intento ad estrarre una mina inesplosa dalla fiancata della petroliera colpita. Il regime e suoi amici diranno che si tratta di un gesto umanitario per salvare l’equipaggio. Certo, in segreto, senza rivendicare alcun merito. Una “operazione umanitaria” del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) e dei Pasdaran che nottetempo, in silenzio, recuperano una mina inesplosa dalla petroliera attaccata. I filo-iraniani in Italia proporranno una medaglia. Le inquadrature dell'”operazione umanitaria” a conduzione IRGC/Pasdaran mostrano le “virtù” del regime, o non sono piuttosto l’ennesima prova dei metodi di uno Stato terrorista che opera da quarant’anni?

Giulio Terzi di Sant’Agata

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