Giulio Terzi: non un semplice “attacco cyber” la risposta israeliana ad Hamas

Domenica 5 maggio gli Stati Uniti hanno preso l’importantissima decisione di inviare la portaerei Lincoln e una squadra di cacciabombardieri in Medio Oriente. Questo schieramento navale USA, con elevate capacità di attacco, intende lanciare un avvertimento chiaro e netto al regime teocratico iraniano, e segue l’inserimento del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) nella lista delle entità terroristiche, quali realmente essi sono. La reazione di Hamas, con il lancio di razzi da Gaza verso Israele, effettuati nonostante le coraggiose proteste di cittadini palestinesi stufi degli abusi che devono subite dai capi di Hamas, sono una dimostrazione della pressione a cui è sottoposto il regime iraniano.

A seguito della risposta militare israeliana, l’IDF ha annunciato l’uccisione, tra gli altri, del comandante di Hamas Hammed al-Ghudari, 34 anni, colpito in un raid mirato contro di lui. Il portavoce dell’esercito israeliano, Ronen Manelis, ha detto che al-Ghudari era “responsabile del trasferimento di denaro dall’Iran alle organizzazioni terroristiche della striscia di Gaza”. Di fatto, gli attacchi terroristici contro Israele da Gaza hanno comportato il lancio di oltre 600 missili indirizzati sulla popolazione civile, provocando almeno quattro vittime israeliane. Sembra dunque difficile poter definire ciò un semplice “attacco cyber”, come qualcuno aveva definito la causa della reazione militare di Israele.

Giulio Terzi di Sant’Agata

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