Intervento di Giulio Terzi alla conferenza “SOS Stato di Diritto” al Consiglio ONU per i Diritti Umani

38th SESSIONE ORDINARIA DEL CONSIGLIO ONU SUI DIRITTI UMANI
Ginevra, 20 giugno 2018

È un grande onore parlare qui al Palais des Nations, a nome del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”. Il nostro più sincero ringraziamento va all’Ambasciatore Maurizio Serra e all’Ambasciatore Massimo Bellelli per il loro sostegno, al Dott. Gianni Magazzeni, a tutto l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani e a tutti i partecipanti che hanno contribuito all’incontro di oggi.

Quando, due anni fa, in un altro evento presieduto dai Rappresentanti Permanenti di Italia e di Irlanda, siamo venuti qui con Matteo Angioli, Elisabetta Zamparutti e Laura Harth per spiegare perché Marco Pannella aveva ritenuto così importante lanciare una nuova iniziativa a livello multilaterale finalizzata al rafforzamento dello Stato di Diritto nei suoi pilastri fondamentali, in particolare il Diritto alla Conoscenza, le nostre considerazioni sono iniziate con delle note tristi sulle tendenze globali nell’attuazione dello Stato di Diritto e della democrazia liberale in tutto il mondo. I rapporti di Freedom House mostrano quanto persistenti siano queste tendenze. Permettetemi di citare alcuni dei principali contenuti dell’ultimo rapporto:

– La democrazia ha affrontato la sua crisi più grave negli ultimi decenni del 2017, in quanto i suoi principi fondamentali, tra cui le garanzie di elezioni libere ed eque, i diritti delle minoranze, la libertà di stampa e lo Stato di diritto, sono stati attaccati in tutto il mondo.
– Settantuno paesi hanno subito un netto deterioramento dei diritti politici e delle libertà civili, solo 35 hanno visto un miglioramento. Questo è il dodicesimo anno consecutivo del declino della libertà globale.
– Gli Stati Uniti hanno abbandonato il loro ruolo tradizionale sia di vincitori sia di esempio di democrazia in un crescente declino dei diritti politici americani e delle libertà civili.
– Nell’arco del deterioramento globale che dura da 12 anni, iniziato nel 2006, 113 paesi hanno visto un netto calo e solo 62 hanno registrato un netto miglioramento.

La libertà in un paese dipende dalla libertà per tutti. Generalmente le democrazie rimangono le società più ricche del mondo, le più aperte a nuove idee e opportunità, le meno corrotte e le più garantiste delle libertà individuali. Quando si chiede alle persone di tutto il mondo quali sono le loro condizioni politiche preferite, abbracciano gli ideali della democrazia: elezioni oneste, libertà di espressione, governo responsabile ed effettivi vincoli giuridici alle forze di polizia e militari, e alle altre istituzioni dello Stato. Tuttavia, è sempre più difficile creare e sostenere queste condizioni in un paese ignorandole in un altro. I regimi autocratici riconoscono chiaramente che per mantenere il potere devono reprimere il dibattito aperto, perseguire i dissidenti e compromettere le norme su cui si basano le istituzioni al di là dei confini nazionali. I cittadini e i leader delle democrazie devono ora riconoscere che è vero anche il contrario: per mantenere le proprie libertà, devono difendere i diritti dei loro omologhi in tutti i paesi. La realtà della globalizzazione è che i nostri destini sono interconnessi.

Il Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella” (GCRL) è stato fondato da Marco Pannella, leader del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (PRNTT), nel marzo 2016. Marco ha dedicato tutta la sua vita al rafforzamento dello Stato di Diritto e questo è il motivo per cui il GCRL prende il suo nome. Lo scopo è quello di contrastare l’erosione dello Stato di diritto che sta colpendo molti paesi in tutto il mondo; promuovere i diritti umani ed il Diritto alla Conoscenza in tutto il mondo; tra le società civili e a livello istituzionale, prima di tutto alle Nazioni Unite.

Grazie al lodevole impegno di tutti i suoi membri, al sostegno straordinario di un Comitato onorario di fama internazionale e al lavoro del suo Comitato scientifico, il GCRL ha fatto sentire la sua voce forte e chiara e, durante questi due primi anni di esistenza, ha promosso iniziative su un numero impressionante di questioni riguardanti da un lato i principi generali e, dall’altro, situazioni particolari o casi individuali. Complessivamente il GCRL è stato attivo ed ha condotto oltre 100 iniziative. Tra i temi prioritari dell’Agenda del Comitato Globale ci sono stati, ad esempio:

A) Le massicce violazioni delle libertà democratiche e dei diritti umani in numerosi Paesi:

* La situazione in Medio Oriente ed il ruolo dell’Iran, con una Conferenza che si è tenuta a Roma lo scorso 23 maggio, su iniziativa del GCRL. La conferenza si è incentrata sulla promozione in Iran dei diritti umani, delle libertà fondamentali, della giustizia internazionale, della non proliferazione delle armi di distruzione di massa, della stabilità regionale e globale. In questa occasione è stata anche sottolineata la necessità per l’Unione europea di rivedere le politiche iraniane e rispondere meglio alle sfide poste da Teheran, data la totale assenza di una chiara condanna europea della repressione di Teheran nei confronti del proprio popolo, del coinvolgimento iraniano in attività terroristiche, di irresponsabili incoraggiamenti ufficiali da parte dei governi dell’Unione Europea per fare affari con l’Iran. Sulle stesse questioni il GCRL ha promosso e partecipato alle sessioni e agli eventi collaterali del Parlamento europeo e del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Bruxelles e a Ginevra, nonché al Parlamento italiano.

* Le molte implicazioni drammatiche della guerra in Siria per i principi fondamentali di umanità, giustizia e responsabilità, lo Stato di diritto tra le nazioni è stato un costante denominatore comune per il Comitato Globale nel corso dei suoi due anni di attività. Abbiamo lanciato appelli per porre fine al bombardamento di Aleppo e dell’area di Goutha orientale; abbiamo sostenuto attivamente iniziative volte a consegnare alla giustizia il presidente Assad e tutti coloro che in Siria, in Iran o in Russia potrebbero essere ritenuti responsabili di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, come ripetutamente suggerito dal Segretario Generale dell’ONU e dall’UNHCR. A livello di esperti, abbiamo contribuito al Convegno sulla Costituzione siriana svoltasi a Ginevra dal 10 al 13 luglio 2017, nel quadro della Risoluzione 2254 Consiglio di Sicurezza dell’ONU per una soluzione politica della guerra civile siriana. Il GCRL ha sottolineato che le risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sullo Stato di Diritto e le deliberazioni della Commissione di Venezia devono applicarsi alla nuova Costituzione siriana. Il GCRL ha ricordato in particolare gli importanti principi stabiliti nel 2012 e la Dichiarazione della riunione ad alto livello dell’Assemblea Generale sullo Stato di diritto a livello nazionale e internazionale.

* Sulla Cambogia, abbiamo adottato una serie di iniziative contro elezioni controverse e pericolose (previste il 29 luglio 2018) che non costituiscono vere elezioni, come sottolineato dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite Rhona Smith nella sua dichiarazione del 30 aprile 2018:
“Nessuna elezione può essere genuina se il principale partito di opposizione non è autorizzato a partecipare”. Un altro problema è la completa mancanza di trasparenza degli investimenti cinesi che favorisce la corruzione tra gli investitori cinesi ed i funzionari governativi cambogiani. Questi investimenti consistono generalmente in accordi “win-win-lose”, in cui il popolo cambogiano è il muto perdente. Ci si aspetta che gli investimenti stranieri creino posti di lavoro nel paese ospitante, ma questo non è il caso degli investimenti in Cambogia perché i lavoratori che servono vengono portati dalla Cina, dove una parte dei soldi degli “investimenti” ritorna. Inoltre, il trasferimento di tecnologie-un altro vantaggio normalmente associato agli investitori esteri diretti- non esiste.

* Sul Venezuela, abbiamo contribuito ad iniziative volte a denunciare le massicce violazioni della libertà democratica e dei diritti umani da parte del regime di Maduro. Anche negli ultimi mesi il GCRL ha partecipato a manifestazioni e conferenze stampa organizzate dai principali gruppi dell’opposizione, come #SOSVenezuela, chiedendo al Parlamento italiano e al Parlamento europeo di impegnarsi attivamente contro il regime, di chiedere l’immediata liberazione dei prigionieri politici, di fermare la repressione violenta delle manifestazioni, di aprire corridoi umanitari per l’assistenza internazionale al popolo venezuelano. Il GCRL ha sostenuto un piano d’azione internazionale sia a livello nazionale che a livello dell’Unione Europea per riportare gli elementi essenziali dello Stato di diritto che sono stati compromessi dal regime di Maduro.

B) La “ragion d’essere” del GCRL – l’attuazione dello Stato di Diritto attraverso il Diritto alla conoscenza – ha ispirato sin dal suo inizio il piano d’azione del GCRL.

* “Tre anni fa, c’erano solo Marco Pannella e un gruppo di Radicali. Oggi un numero maggiore di persone crede in questa campagna” ha dichiarato Laura Harth in una conferenza all’Università di Milano. La negazione del Diritto alla conoscenza è l’elemento comune a tutte le principali crisi dal 2000 ad oggi: Iraq, Siria, Crimea, Brexit e Catalogna. Paolo Reale, Segretario Generale del Siracusa Institute e discepolo del compianto Professor Cherif Bassiouni, uno dei principali artefici della Corte penale internazionale, ha ricordato la definizione del diritto alla conoscenza come “il diritto civile e politico del cittadino di essere attivamente informato su tutti gli aspetti relativi all’amministrazione di tutti i beni pubblici durante l’intero processo politico, al fine di consentire la partecipazione piena e democratica nel dibattito pubblico su tali beni e di poter tenere gli amministratori dei beni pubblici responsabili secondo gli standard dei diritti umani e dello Stato di Diritto”.

* Il 7 giugno 2017 a Parigi, al Senato della Repubblica francese, ha avuto luogo una tavola rotonda dal titolo “Per il riconoscimento dello Stato di Diritto”. L’evento è stato organizzato dal Senatore André Gattolin e dal GCRL. L’On. Norman Baker, ex deputato ed ex Ministro dell’Interno del Regno Unito, ha parlato dei risultati dell’inchiesta Chilcot, mentre Thubthen Wangchen, monaco e membro del Parlamento Tibetano in esilio, ha sottolineato che la conoscenza è un elemento che Sua Santità il Dalai Lama e la cultura tibetana sostengono e promuovono costantemente.

* Molte altre sono state le iniziative promosse dal GCRL per riaffermare la sua missione principale. Il 5 giugno 2017, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, presso la sede della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) a Roma, il GCRL è stato co-organizzatore della Conferenza: “Riscaldamento globale: il diritto alla conoscenza e le responsabilità della comunità internazionale”.

* Abbiamo inoltre accolto con favore la dichiarazione di Alfred de Zayas, Esperto Indipendente delle Nazioni Unite sulla promozione di un ordine internazionale democratico ed equo: “Poiché il diritto alla conoscenza è cruciale per ogni democrazia, chi lancia l’allerta dovrebbe essere protetto, non perseguitato”. De Zayas ha aggiunto: “I lanciatori d’allerta sono difensori dei diritti umani il cui contributo allo Stato di diritto e alla democrazia non deve essere sopravvalutato. Sono utili alla democrazia e ai diritti umani perché rivelano informazioni che tutte le persone hanno diritto a ricevere. Una cultura della segretezza è spesso anche una cultura dell’impunità. Poiché il diritto alla conoscenza proclamato nell’articolo 19 del Patto internazionale sui diritti civili e politici è cruciale per ogni democrazia, i lanciatori d’allerta dovrebbero essere protetti, non perseguitati”.

* Era marzo 2007 quando Umar Khanbiev, ex Ministro della Sanità del governo ceceno Maskhadov, ha chiesto asilo politico in Italia durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, tenutasi con il leader radicale Marco Pannella. Non era la Russia o il nuovo governo ceceno ad essere al centro delle preoccupazioni di Khambiev ma “il sistema illiberale Sovietico” che Putin voleva ricostruire. Sono passati 10 anni e molto poco sembra essere cambiato. Se negli ultimi anni la Cecenia è stata oggetto di accuse molto gravi da parte di Human Right Watch per l’uso della tortura da parte delle sue autorità nei confronti dell’opposizione e delle minoranze, altre notizie preoccupanti vengono ora dal Caucaso.

In conclusione, come Daniel Dudney e Jhon Ikenberry hanno scritto nell’ultimo numero di Affari Esteri: “Per molti aspetti, il malessere liberale democratico di oggi è un prodotto del successo del mondo liberale mondiale”. I benefici della globalizzazione furono distribuiti in modo sproporzionato alle élites. Il potere oligarchico è fiorito, il capitalismo si è trasformato in un capitalismo da casinò winner-take-all. Alcune nuove democrazie si sono rivelate prive delle tradizioni e delle abitudini necessarie per sostenere le istituzioni democratiche, creando apertura a demagoghi opportunisti.

Proprio come le cause di questo malessere sono chiare, così è la sua soluzione: un ritorno ai fondamenti della democrazia liberale. Per ridurre le diseguaglianze e l’enorme divario di ricchezza tra l’1% superiore della popolazione e il restante 99% – divario che non ha precedenti neanche durante la Grande Recessione – sono necessarie politiche basate sulla tassazione progressiva, l’istruzione, gli investimenti in infrastrutture. L’attuazione dello Stato di Diritto attraverso il Diritto alla conoscenza richiederà uno sforzo altrettanto importante, per un ritorno ai fondamentali della democrazia liberale.

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