Jianli Yang interviene alla conferenza stampa di UN Watch

Venerdì 9 ottobre, il Membro Onorario del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”, Jianli Yang, è intervenuto ad una conferenza stampa organizzata da UN Watch in vista delle elezioni al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, organismo composto da 47 Stati membri e responsabile della promozione e della protezione di tutti i diritti umani nel mondo. L’attivista cinese Jianli Yang ha esortato gli Stati membri a non eleggere la Cina. UN Watch ha pubblicato un rapporto sulle elezioni, che esamina gli impegni presi e la situazione dei diritti umani di ogni paese candidato.

Il 13 ottobre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite eleggerà nuovi membri per il mandato 2021-2023 al Consiglio per i Diritti Umani e la Cina si è candidata per la quinta volta. Durante quest’ultimo anno, mentre la Cina attendeva di potersi candidare nuovamente come membro del Consiglio, il governo cinese – con l’esecutivo sempre più draconiano di Xi Jinping – ha intensificato la repressione dei diritti umani su tutta la linea, colpendo soprattutto chi ha criticato la gestione da parte del governo della pandemia COVID-19, perseguendo le minoranze religiose etniche in Xinjiang, Tibet e Mongolia interna e con l’annientamento delle libertà civili e politiche a Hong Kong.

Non c’è nulla di più lontano dalla verità che l’impegno della Cina come candidata al Consiglio per i Diritti Umani. Pechino afferma ad esempio che “dallo scoppio del COVID-19 il governo cinese ha dato la massima priorità alla vita e alla salute delle persone” e che “la Cina ha agito con apertura, trasparenza e responsabilità, aggiornando le informazioni sul COVID-19 al momento più giusto.”

Nel luglio di quest’anno, Citizen Power Initiatives for China, ha pubblicato un intero rapporto di ricerca intitolato “Examining China’s Response to the Covid-19 Outbreak”. Sulla base di un’analisi meticolosa dei dati, in gran parte provenienti direttamente da fonti in Cina, il rapporto offre una ricostruzione oggettiva giorno per giorno della risposta del governo cinese all’epidemia, soprattutto nel mese critico tra il 26 dicembre 2019 e il 25 gennaio 2020. Il rapporto conclude, tra l’altro, che:

– L’epidemia di Covid-19 avrebbe potuto essere fermata allo stato iniziale.
– Il governo cinese ha dato priorità alla stabilità politica rispetto alla vita e alla salute delle persone.
– Il governo cinese ha deliberatamente soppresso le informazioni sia sulla fonte e l’entità dell’epidemia, che sulla minaccia generale della pandemia.
– Il governo cinese ha deliberatamente ingannato la comunità internazionale.

E questo è solo un esempio. La Cina ha gravemente violato i principi fondanti del Consiglio da ogni punto di vista e non è all’altezza dei suoi criteri di adesione. Qualsiasi affermazione che suggerisca il contrario è tanto cinica quanto ridicola.

Esortiamo gli Stati membri delle Nazioni Unite, in particolare le democrazie, a considerare seriamente la situazione dei diritti umani in Cina. Se questa fosse un’elezione per un “Consiglio per Violatori dei Diritti Umani”, sarebbe più che appropriato votare per la Cina, in quanto guida il mondo intero nella violazione di tali diritti.

Purtroppo però, trovo sia imperativo e necessario ricordare ai governi democratici di tutto il mondo che questa è un’elezione per il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e non per il Consiglio per i Violatori dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. L’unica scelta che si adatta ai valori che le democrazie affermano di sostenere è votare “NO” alla Cina.

Anche se il voto della prossima settimana si svolgerà a scrutinio segreto, esorto i cittadini delle democrazie a chiedere come voteranno i loro governi. Tu e noi, le vittime degli abusi del governo cinese e difensori dei diritti umani cinesi, meritiamo di saperlo. Grazie.

Jianli Yang

Traduzione: Asia Jane Leigh

Print Friendly, PDF & Email

Add Comment