Intervista con Kamila Gasiuk-Pihowicz

Cosa succede in Polonia?

Quel che succede in Polonia, uno dei più grandi Paesi dell’Unione Europea, non è una questione solo interna ma riguarda tutti i membri dell’Unione. Eravamo un Paese leader nel cambiamento sia in campo economico che dal punto di vista del sistema democratico e dei diritti anche grazie all’adesione all’UE. Per quindi è davvero triste che oggi la Polonia non sia più un leader del cambiamento ma sia ai margini dell’UE. Mi fa un po’ vergognare che Parlamento e Commissione europea si interessino del mio paese non per le conquiste fatte in ambito economico o per l’applicazione dei diritti umani ma perché violiamo i principi fondanti che sono vincolanti. La società polacca è molto pro-UE ma oggi abbiamo un governo talmente anti-UE che non è possibile escludere un’eventuale uscita in futuro dall’Unione. Se osserviamo come si muove il Governo, notiamo che tutte le regole fondamentali su cui si fonda l’UE vengono violate o attaccate. E’ recente, per esempio, la decisione di andare allo scontro con la Commissione, con le lettere di risposta scritte non nel merito della questione posta ma sulla base di posizioni prese dal partito di maggioranza, che possono andare nel dibattito domestico, ma non per rispondere alla Commissione perché in quel caso occorre entrare nel merito della raccomandazione inviata.

Lei e il suo partito Nowoczesna siete federalisti?

Crediamo che l’UE debba essere riformata e che la futura UE debba essere più efficace. Stiamo considerando molti tipi di riforme, non ci siamo ancora espressi in favore di un’idea in particolare.

In ottobre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione per creare un meccanismo di revisione dello stato di diritto e dei diritti fondamentali negli Stati membri dell’UE. E’ una sorta di peer review. Che ne pensa?

Penso che sia utile, anche se a volte è troppo tardi avviare una procedura di verifica quando il problema è ormai emerso. E’ utile che ci sia un sistema che funga da sprone per gli Stati a controllare che gli obblighi siano adempiuti regolarmente e non soltanto in casi specifici.

Il Presidente uscente del Tribunale Costituzionale è molto preoccupato per il futuro. Qual è la sua opinione in merito?

Siamo in una congiuntura pericolosa. Se il TC non è in grado di lavorare correttamente, non esiste altra istituzione che possa proteggere i diritti umani e le libertà previste dalla Costituzione polacca. Il partito di maggioranza, PiS, sta facendo approvare leggi che violano i diritti umani e che danno poteri straordinari ad agenzie speciali. Per esempio, una legge approvata recentemente prevede che qualsiasi cittadino sia sorvegliato nella navigazione in internet e senza che ciò avvenga ordinatamente. I tribunali ricevono dei rapporti di tali controlli ogni sei mesi, e ciò non consente di stabilire se un controllo sia avvenuto secondo dei criteri legali o meno. I cittadini non hanno modo di sapere se sono o sono stati sotto osservazione dalla polizia e allo stesso tempo le forze speciali di sicurezza hanno visto aumentare il loro potere in nome della lotta al terrorismo. Inoltre proprio ieri è stata approvata una legge che riguarda la libertà di organizzare assemblee pubbliche e che stabilisce che le manifestazioni organizzate ciclicamente hanno la precedenza su tutte le altre. E’ ovvio che è una legge fatta su misura per PiS per assicurarsi il diritto di tenere manifestazioni per l’anniversario dell’incidente di Smolensk.

Pensa che i media pubblica, stampa e tv, stiano informando correttamente?

No, la TV pubblica trasmette prevalentemente informazioni favorevoli al partito di Governo e ne abbiamo le prove. Il Consiglio Nazionale radio-televisivo ha pubblicato un rapporto di recente che ha mostrato i dati di cosa trasmette il servizio pubblico radio-televisivo. Viene mostrato solo un lato della realtà. Per esempio, nel primo semestre del 2016, le informazioni trasmesse dalla tv pubblica sul partito di maggioranza PiS totalizzano 165 minuti; sugli altri partiti Piattaforma Civica 59 minuti; Modern (il mio partito) 21 minuti; Kukiz 16 minuti, Partito degli Agricoltori 14 minuti. Se si paragona il primo semestre 2016 con quello del 2015 si nota che la presenza di PiS è cresciuta del 320% mentre quella dei partiti d’opposizione è crollata del 40%.

Crede che un’iniziativa per un riconoscimento da parte delle Nazioni Unite del diritto alla conoscenza di come i Governi prendono alcune decisioni, sia in termini amministrativi, sia su questioni di politica internazionale sia necessario?

Credo che sia un pilastro della democrazia e dello Stato di diritto. Abbiamo in Polonia esistono diverse organizzazioni che vogliono promuovere un maggiore accesso alle informazioni e nella società polacca c’è una crescente consapevolezza dell’urgenza di questo tipo di rivendicazione.

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