Ken Clarke: “Non abbiamo avuto istruzioni”. Brexit è la negazione del diritto alla conoscenza

“Non abbiamo avuto istruzioni”. Queste le parole dell’ex Ministro della Giustizia, il conservatore Ken Clarke, pronunciate mercoledì 15 novembre in un dibattito alla Camera dei Comuni sulla Brexit. Non soltanto l’opinione pubblica britannica, ma i parlamentari stessi non erano a conoscenza delle opzioni e delle conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea a causa dell’assenza totale di dibattito tra i sostenitori delle diverse proposte.

Clarke ha detto:

“Il referendum ha certamente stabilito la volontà della maggioranza, cioè lasciare l’Unione Europea. Non ha stabilito nient’altro. Nessuno si aspettava che vincesse il Leave, nemmeno i sostenitori stessi, che erano pronti a far finta di nulla in caso di sconfitta. Effettivamente nessuno ha prestato attenzione a cosa significasse concretamente, in termini pratici, legali, di politiche economiche e di business, ed è compito di questa Camera dibatterne. Non abbiamo avuto istruzioni. Quando qualcuno sollevava problemi di tipo commerciale, di investimenti e di lavoro, che costituiscono solo una parte del problema – sebbene una parte estremamente importante – i principali sostenitori del Leave, il Ministro degli Affari Esteri, ignoravano tutto quanto. “E’ la politica della paura”. “Gli scambi continueranno come prima”. “Gli investimenti proseguiranno come prima”. Questo è quel che si è sentito dire il pubblico, e la maggior parte delle persone ci ha creduto a prescindere da come abbia poi votato. Il Ministro degli Affari Esteri dovrà leggere il suo rapporto e studiare le basi su cui vengono condotti gli scambi internazionali nell’economia moderna e globalizzata. Dovremmo evitare che la Camera dei Comuni, che si riconosce universalmente nel libero scambio, ponga inutili barriere protezionistiche sotto forma di tariffe, procedure doganali, condizioni normative tra noi e il più grande e più importante mercato al mondo. Ci sono alcune questioni molto, molto serie da risolvere in questo progetto di legge e chiedo al governo di riconsiderare gli emendamenti respinti solo perché hanno fruttato qualche bell’articolo sul Daily Telegraph che, in realtà, potrebbe causare danni.”

Guarda il suo intervento.

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