La denuncia dell’APCE sui metodi “psicologici” adoperati per esercitare influenza politica sui media

Il 29 giugno 2017 l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha denunciato una serie di metodi utilizzati per esercitare un’influenza politica sui giornalisti: da minacce fisiche e detenzioni arbitrarie, a intimidazioni e vessazioni di direttori e giornalisti, fino a pressioni psicologiche più “insidiose” volte a indurre l’autocensura o la scomparsa di media critici.

In una risoluzione basata su un rapporto di Stefan Schennach, membro del Partito Socialdemocratico d’Austria, l’Assemblea ha affermato che il nuovo ambiente digitale provoca cambiamenti radicali nel settore dei media con un conseguente aumento della vulnerabilità dei media rispetto all’influenza politica.

I parlamentari hanno chiesto una maggiore trasparenza di chi deteneva le società di media, una serie di salvaguardie per preservare l’indipendenza dei media di servizio pubblico e un riesame delle leggi che potrebbero avere un effetto “frustrante” sui giornalisti, incluse le leggi sulla sicurezza nazionale, sul terrorismo o sulla diffamazione.

Leggi il testo adottato (in inglese)

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