La sospensione dei privilegi commerciali della Cambogia con l’UE è una benedizione sotto mentite spoglie

Vorrei trasmettere all’Unione europea il seguente messaggio: esistono leader cambogiani responsabili, lungimiranti e appartenenti a tutte le affiliazioni politiche, che comprendono che la sospensione parziale del regime commerciale preferenziale con l’UE, nota come “Tutto Tranne le Armi” (Everything But Arms, EBA), è una benedizione sotto mentite spoglie in quanto rappresenta un forte appello alla riforma.

La Cambogia ha acquisito lo status EBA nel 2001. L’annuncio dell’UE del 12 febbraio solleva la questione del motivo per cui la Cambogia ha bisogno di privilegi commerciali da così tanto tempo. Alla dirigenza cambogiana è stato detto fin dall’inizio che l’EBA doveva essere utilizzato per diversificare e migliorare la qualità delle sue esportazioni. Complessivamente però, i prodotti fabbricati in Cambogia rimangono non competitivi rispetto a prodotti simili realizzati in altri Paesi meno sviluppati.

Una buona parte della concorrenza con cui la Cambogia deve fare i conti non gode di alcun privilegio commerciale con l’UE. Eppure, i loro prodotti sono competitivi sul mercato dell’UE nonostante il peso dei dazi standard sulle importazioni. Le ragioni vanno ricercate nella produttività interna. La persistente bassa produttività dell’industria cambogiana è la causa strutturale dell’incapacità di far fronte alla concorrenza internazionale senza le continue preferenze commerciali.

Una debole produttività che è il risultato del cattivo governo che si esprime con servizi pubblici e sociali non adeguati, in particolare nel settore della sanità, dell’istruzione e della formazione professionale. È anche il risultato della corruzione sistemica e di una negligenza di cui gli investitori non posso non lamentarsi avendo a che fare con infrastrutture stradali e portuali scadenti, costi amministrativi gonfiati dalle tangenti da pagare a tutti i livelli, prezzi esorbitanti per l’elettricità fornita dallo Stato, e così via.

Tutti questi problemi, che riguardano la produttività industriale, possono essere risolti solo con profonde riforme strutturali finalizzate a garantire un buon governo, fondato sullo Stato di diritto, sulla trasparenza e sulla responsabilità. Gli ingredienti per una buona amministrazione non li troveremo nel regime guidato dal Primo Ministro Hun Sen, ampiamente riconosciuto come uno dei più corrotti e autocratici del mondo.

Pertanto, la decisione dell’UE, relativa al commercio con la Cambogia, rappresenta per i leader del Paese un importante incentivo a trovare la volontà politica di attuare le riforme necessarie per fornire una solida base all’economia cambogiana. Nonostante abbia beneficiato del tariffario preferenziale EBA per quasi 20 anni, la Cambogia non andrà oltre lo status di “Paese meno sviluppato” (Least Developed Country) almeno fino al 2025.

Consentire all’industria cambogiana di fare affidamento sui vantaggi commerciali dell’UE per poter resistere alla concorrenza significa sovvenzionare e premiare la corruzione e la cattiva governance dell’attuale regime cambogiano. A lungo termine, sarebbe il peggior servizio per la popolazione cambogiana. Hun Sen tiene il suo popolo in ostaggio come parte di una campagna volta a ricattare emotivamente la comunità internazionale. L’UE deve mantenere le sue regole, i suoi principi e i suoi valori. Solo una posizione ferma da parte dell’UE potrà effettivamente aiutare la Cambogia a ripristinare la democrazia e a garantire un buon governo, creando così un futuro migliore per i suoi cittadini.

Sam Rainsy
Leader in esilio dell’opposizione cambogiana

Traduzione: Federica Donati

L’articolo originale in inglese sul sito del Brussels Times

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