Lo Stato italiano ancora ambiguo sul Venezuela

Il 2 febbraio il Sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano ha dichiarato che l’Italia non riconosce il presidente ad interim del Venezuela Juan Guaido. Evidentemente preferisce “Maduro e i generali narcos, come per Russia, Cina, Iran, Cuba, e altri corrotti sanguinari. Contro i 27 Stati membri dell’Ue e quelli dell’America Latina dell’OSA che a grande maggioranza sostengono il Presidente legittimo. Sono cadute le maschere come a Praga nel 1968” ha dichiarato Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente del Global Committee for the Rule of Law. 

Anche il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il 3 febbraio è intervenuto affermando‪ che “il veto italiano impedisce all’Unione di prendere posizione chiara a favore della libertà dei Venezuelani. Chiedo all’ Italia di seguire la risoluzione del Parlamento europeo che riconosce Juan Guaido come Presidente ad interim.” 

Intanto le forze armate si sono schierate con Nicolas Maduro. Tuttavia, un generale dell’Aeronautica militare venezuelana, Francisco Esteban Yanez Rodriguez, ha dichiarato in un video di riconoscere l’autorità di Juan Guaidò e di avere due aerei pronti per Maduro, offrendogli dunque la possibilità dell’esilio, come auspicato anche dal Partito Radicale.

Sedici paesi latino-americanani sostengono il Presidente “ad interim” Juan Guaido il quale, come da Costituzione venezuelana, il presidente dell’Assemblea Nazionale deve assumere la Presidenza ad inerim fino allo svolgimento di elezioni libere e corrette. E’ fondamentale sottolineare come l’opposizione abbia agito attendendo la corretta scadenza costituzionale per attivare l’articolo 233 della Costituzione e annunciare il subentro di Guaido.

Matteo Angioli

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