N 81 – 15/6/2020

FOTO DELLA SETTIMANA – Atlanta, 15 giugno 2020: i familiari di Rashard Brooks, un afroamericano di 27 anni ucciso il 12 giugno, invitano i manifestanti a protestare pacificamente per una riforma della polizia

PRIMO PIANO

Nasce l’Alleanza Inter-Parlamentare sulla Cina
Il 6 giugno è stata lanciata l’Alleanza Inter-Parlamentare sulla Cina (IPAC), una coalizione senza precedenti di Parlamentari del mondo democratico, con l’obiettivo di generare iniziative legislative e politiche nelle rispettive legislature, ma di concerto con gli alleati di altri Paesi, per affrontare le sfide poste della Cina contemporanea. I Senatori Lucio Malan e Roberto Rampi sono stati nominati Co-Presidenti dell’iniziativa per l’Italia.

L’Alleanza è un gruppo internazionale di legislatori transpartitici che lavorano su una riforma dell’approccio dei Paesi democratici alla Cina. È composto da legislatori di tutto il mondo e guidato da un gruppo di Co-Chair, politici di alto livello tratti da una sezione rappresentativa dei principali partiti politici del mondo, da destra a sinistra, uniti sulla più grande sfida di politica estera del nostro tempo: la Cina. O, per essere più precisi, la questione di come affrontare il regime del Partito comunista cinese di Xi Jinping.

Lucio Malan e Roberto Rampi hanno parlato della loro adesione nella puntata di domenica 14 giugno della rubrica “Diritto alla Conoscenza” condotta da Laura Harth su Radio Radicale.

Giulio Terzi scrive al presidente venezuelano Juan Guaido
L’11 giugno, in occasione del seminario “Venezuela, speranze e lezioni. Verso un nuovo slancio democratico in America Latina”, il Presidente del Comitato Globale per lo Stato di Diritto ha inviato la seguente lettera al Presidente venezuelano.

Al Presidente Juan Geraro Guaidó Marquéz
Al Commissario Julio Andrés Borges
All’ Ambasciatore Antonio Ecarri

Innanzitutto, vi ringrazio per aver organizzato una così prestigiosa conferenza, che è ancora una volta dimostrazione del vostro impegno alla causa democratica e allo stesso tempo specchio della forza con la quale la transizione in Venezuela riceve appoggio da parte di importanti figure che hanno segnato la storia democratica europea e mondiale, come il Presidente Felipe González al quale va il mio saluto.

Purtroppo, non potrò partecipare alla conferenza causa altro impegno preso da molto tempo e che devo onorare, ma non posso non onorare, per quanto possibile, l’invito ricevuto dalla Deputata e Rappresentante in Italia dell’Assemblea Nazionale e del governo ad interim, Mariela Magallanes; vi lascio dunque poche righe, simbolo dell’abbraccio virtuale che voglio mandare a tutti i fratelli e le sorelle che lottano per la libertà.

Attenti agli investimenti cinesi: possono costarci molto cari
Il 12 giugno Giulio Terzi è intervenuto al webinar “La minaccia del virus Cina” promosso dall’Associazione Eureca, al quale hanno partecipato anche l’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il direttore del TG2 Gennaio Sangiuliano e il corrispondente da New York della Rai Claudio Pagliara. Il video del webinar è disponibile a questo link. Mentre di seguito è disponibile l’incipit del suo intervento.

Le notizie sulla crescita economica cinese, sia pur rallentata da squilibri macroeconomici, indebitamento complessivo e “guerra commerciale” con gli Usa, confermano sostanzialmente la portata dei risultati conseguiti dal Presidente Xi Jinping sul piano interno nel consolidare il sistema di potere guidato dal Partito Comunista Cinese. Un potere sempre più accentrato nella figura di un Presidente ormai svincolato da termini di mandato e, apparentemente, da qualsiasi apprezzabile forma di opposizione interna.

La trasformazione “neo imperiale” della potenza cinese avvenuta in questo decennio muta radicalmente i presupposti sui quali si erano basate le politiche Americane e Europee dall’inizio della Presidenza Clinton. Lo sviluppo prodigioso dell’economia cinese, i successi registrati – sia pure con le carte spesso truccate della sottrazione illegale dei dati a aziende e ricercatori occidentali- in campo scientifico e tecnologico (intelligenza artificiale, quantum computing, spazio e armi di ultimissima generazione) è stata indotta e sostenuta da una globalizzazione con vantaggi pesantemente unidirezionali per la Cina.

La Protezione Civile blocca una richiesta di accesso agli atti relativa alla gestione dell’emergenza Covid19
Nella puntata di RNN su Radio Radicale di sabato 13 giugno, Matteo Angioli e l’avv. Paolo Reale hanno discusso di un’istanza di accesso agli atti effettuata dall’avv. Reale stesso assieme a tre colleghi per conoscere le motivazioni con cui un comitato scientifico ha indotto il governo italiano a decretare lo stato di emergenza il 31 gennaio scorso. I documenti del comitato scientifico sono stati secretati dalla Protezione Civile e la richiesta di accesso agli atti negata. Gli avvocati hanno dunque fatto ricorso al TAR del Lazio che deciderà il prossimo 13 luglio. “La richiesta di accesso è utile per capire le ragioni con cui i governi prendono determinate decisioni”, ha spiegato l’avv. Reale, dato che non si tratta di un dossier politico-militare, ma relativo ad una pandemia.

Firma l’appello per il diritto alla conoscenza
Mai come in questo momento, in cui l’umanità intera sta affrontando la stessa pandemia, è stato così evidente quanto urge adottare il diritto alla conoscenza. Un diritto civile e politico fondamentale soppresso per decenni dai regimi despota, a partire dal Partito comunista cinese, responsabile senza dubbio di aver soppresso informazioni utili e tempestive sull’epidemia di COVID19 all’interno e all’esterno dei suoi confini. Un diritto fondamentale sempre più soppresso anche dai governi democratici di tutto il mondo, nel passaggio ad un modello sempre più simile – e apertamente invocato da alcuni – del “modello cinese”. Medici, giornalisti, cittadini e interi territori sono stati messi a tacere nel tentativo di tenere i cittadini al buio, impedendo loro di proteggere il loro diritto fondamentale alla salute. È ora di dire basta! Abbiamo bisogno di uno standard mondiale per controllare i governi e le istituzioni internazionali!

IRAN E MEDIO ORIENTE

Iran e Turchia cercano una maggiore collaborazione
Il 15 giugno, dopo che la Russia ha annullato un viaggio di alto livello in Turchia previsto per domenica 14, il Ministro degli Esteri iraniano si è presentato ad Ankara senza preavviso, preannunciando potenziali relazioni più strette con la Turchia. Il cambio di programma del Ministro degli Esteri russo e del Ministro della Difesa russo ha indotto Ankara a doversi rivolgere al suo secondo alleato partner nella regione, l’Iran. L’agenzia iraniana ISNA ha reso noto che Zarif ha detto che “le relazioni tra Teheran e Ankara sono strette in vari campi ma richiedono ulteriori consultazioni“. Iran e Turchia hanno discusso delle sanzioni economiche contro Teheran, di un nuovo vertice sulla Siria, della ripresa del commercio del gas e della cooperazione in Libia.

Il Rapporto degli Stati Uniti sulla libertà religiosa stigmatizza gli abusi in Iran
Nel loro rapporto annuale sulle libertà religiosa, presentato il 10 giugno, gli Stati Uniti hanno nuovamente accusato l’Iran di diffuse violazioni dei diritti delle minoranze religiose, tra cui cittadini baha’i e sunniti. Il rapporto si concentra sulla Costituzione della Repubblica islamica fondata sulla Sharia che prevede pene severe per chi abbandoni la fede islamica. E’ un reato che talvolta può anche essere punito con la morte. Il rapporto mette in evidenza anche l’accusa di “dichiarare guerra a Dio” che, ad esempio, ha portato all’esecuzione di due prigionieri sunniti nella prigione di Fajr, ad Ahvaz, regione ricca di petrolio. Il rapporto segnala anche che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, cittadini sunniti, curdi e baluchi, siano ancora perseguitati nell’Iran dominato dal clero sciita.

Morto un comandante di Hezbollah
Il 12 giugno il sito di informazione Al-Ahed News ha riferito che Hassan Mahmoud Farhat, uno dei comandanti di Hezbollah, è morto in un “incidente nel suo villaggio di Louaizeh a Iqlim al-Tuffah, nel Libano meridionale”. Al-Ahed non ha approfondito le circostanze del decesso né sul suo successore.

Defund Hezbollah
Alcuni sostenitori di Hezbollah in Libano hanno iniziato a chiedere il disarmo del gruppo per far fronte alla crisi economica che colpisce il Paese da mesi. La richiesta è emersa con chiarezza ad una manifestazione di massa a Beirut tenutasi il 6 giugno quando alcuni organizzatori hanno affermato che l’arsenale privato del gruppo fa parte dei problemi del Libano.

Lo Yemen vuole aumentare la produzione di petrolio
Per fare fronte all’estrema povertà causata dalla guerra civile iniziata nel 2015, il 15 giugno il Ministro dell’energia del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha detto che il governo punta ad aumentare la produzione di petrolio greggio del 25%, raggiungendo i 75.000 barili al giorno nei prossimi mesi. Il governo di Abed Rabbo Mansour Hadi controlla le aree a est e sud del Paese dove sono situati i giacimenti di petrolio e gas. Gli Houthi, alleati dell’Iran, controllano invece la capitale Sanaa e il terminal petrolifero di Ras Issa sul Mar Rosso. La guerra ha soffocato la produzione di energia, chiuso la raffineria di Aden e danneggiato le infrastrutture dello Yemen. Non è certo quindi che il Paese riesca ad aumentare la produzione grezza e rigenerare il settore nei tempi auspicati dal governo.

Print Friendly, PDF & Email

Add Comment