N39 – 19/8/2019

PRIMO PIANO

Hong Kong: UE e Italia prendano posizione forte, in gioco l’autorità morale dell’Occidente
Il 14 agosto Giulio Terzi, Presidente del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella” e Laura Harth, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale, sono intervenuti sulla contrapposizione tra Hong Kong e Pechino. Riferendosi e sostenendo le manifestazioni per la democrazia che a Hong Kong hanno raggiunto l’undicesimo fine settimana consecutivo, Terzi e Harth scrivono che “mentre dagli Stati Uniti e persino dall’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani arriva una presa di posizione molto chiara a sostegno dei diritti dei manifestanti, nell’Unione europea riscontriamo oltre ad un assordante silenzio istituzionale soprattutto le scuse e inchini profondi delle nostre aziende nei confronti di Pechino.”

In particolare viene messo l’accento sull’importanza di definire al più presto “una politica europea comune che ribadisca la assoluta necessità di inserire il principio di ‘condizionalità’ e di ‘reciprocità’ nei rapporti commerciali, e non solo, con la Repubblica Popolare come meccanismo di contenimento e di contrasto alle minacce “dual use” rilevate dall’intelligence americana e di stati membri europei nei settori strategici industriali, infrastrutturali e energetici, nonché nel 5G, l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things, da parte di – ma non solo – società di stato cinesi o equivalenti com Huawei.”

E in conclusione, rispetto al governo italiano: “..l’Italia ha il compito e l’opportunità di mandare un messaggio chiaro a Pechino: nel caso di un intervento diretto o indiretto nelle strade di Hong Kong, rescinderà senza indugi dal Memorandum of Understanding sulla Via della Seta.”

Medici russi non informati che le vittime di Severodvinsk fossero radioattive
Il 16 agosto il Moscow Times ha rivelato che i medici che si sono occupati dei feriti dell’esplosione dell’8 agosto a Severodvinsk, in Russia, non sono stati informati dalle autorità che i pazienti erano radioattivi. Ciò ha provocato una contaminazione dei soccorritori e ad oggi vi sono circa 50 tra medici e infermieri sotto osservazione. Il quotidiano è riuscito a confermare che il Federal Security Service russo (FSB) ha formato i propri agenti e collaboratori a mantenere il massimo riserbo e a non divulgare informazioni. L’Amb. Giulio Terzi ha dichiarato: “Rispetto all’incidente di Severodvinsk, nella Russia di Putin continua la peggiore tradizione, tipica dell’URSS, di celare la verità. Occorre il diritto alla conoscenza.”

A Mosca intanto, il 15 agosto, la 31enne Lyubov Sobol, leader delle manifestazioni organizzate assieme all’oppositore Alexei Navalny, ha interrotto uno sciopero della fame che conduceva da un mese. Intervistata dall’Associated Press, Lyubov ha detto seduta nell’ufficio moscovita di Navalny che sebbene esausta continuerà la battaglia perché “ciò che è importante per me è dare vita alle idee per cui sono venuta a lavorare qui. Voglio vivere in un paese in cui i diritti e le libertà sono rispettati, un paese con tribunali e media indipendenti.”

La Polizia contro lo Stato di Polizia
Non è un controsenso. E’ la retta via. E non a caso passa per la terra della Magna Carta, la Gran Bretagna. Secondo il Guardian, le forze di polizia delle regioni del Kent e del West Midlands stanno “contrastando tenacemente” i tentativi del Ministero dell’Interno di lanciare un progetto pilota che prevede un sistema di sorveglianza attraverso il riconoscimento facciale. Non solo, alcuni documenti ottenuti dallo stesso quotidiano attraverso un accesso agli atti, possibile grazie al Freedom of Information Act, mostrano che a giugno il governo aveva mentito nell’annunciare che la polizia stava collaborando sull’impiego di tale tecnologia.

Sam Rainsy annuncia il rientro in Cambogia
Il 17 agosto il leader dell’opposizione della Cambogia, Sam Rainsy, Presidente onorario del Partito Radicale e membro del Comitato Globale dello Stato di Diritto “Marco Pannella”, ha reso noto che intende tornare in Cambogia il 9 novembre dall’esilio autoimposto, insieme ad altri leader del suo partito. Subito dopo l’annuncio, il portavoce della polizia nazionale Chhay Kimkhoeun, ha dichiarato che Sam Rainsy verrà arrestato non appena varcherà i confini nazionali. Il 9 novembre segna il 66° anniversario dell’indipendenza della Cambogia dalla Francia.

IRAN E MEDIO ORIENTE

Teheran prende atto della forza del movimento di resistenza
Il 15 agosto l’Amb. Giulio Terzi ha sottolineato, in un articolo per la rivista online “Issues and Insights”, che il 5 agosto il portavoce del gabinetto del Presidente iraniano, Ali Rabiee, in un un briefing con i giornalisti ha menzionato esplicitamente il conflitto di lunga data del regime clericale con il nemico interno, People’s Mojahedin Organization of Iran (PMoI). Si tratta di una novità rispetto alla normale politica del governo che abitualmente tace sull’organizzazione per minimizzarne la minaccia.

Le parole del portavoce dimostrano una crescente preoccupazione del governo iraniano per la costante azione della PMoI e una chiara opportunità per la comunità internazionale di e naturalmente per il popolo iraniano di mantenere la pressione per favorire le riforme democratiche. Se altre nazioni democratiche contribuiranno, aiuteranno ad esporre una vulnerabilità che l’Iran ha da tempo tentato di negare e chiariranno al popolo iraniano che l’Occidente non si schiererà con i mullah. Per questi ultimi è sempre più difficile negare l’esistenza di un’alternativa al loro sistema teocratico.

Sta per scadere l’embargo sul commercio di armi per l’Iran
Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, ha avvisato gli alleati degli Stati Uniti che “il tempo scorre” e la scadenza dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro l’Iran si avvicina. La risoluzione 2231 dell’ONU ha fissato il termine di tali sanzioni il 18 ottobre 2020. In base alle disposizioni della risoluzione, gli Stati membri delle Nazioni Unite devono essere attenti ai rapporti con l’Iran rispetto a possibili accordi militari e sul commercio di armi con il regime. Il presidente Hassan Rouhani ha già promesso che, una volta revocato l’embargo, il paese “sarà in grado di comprare e vendere armi”.

Le sanzioni imposte all’Iran dovrebbero essere revocate in seguito a una revisione finale da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica se verrà riscontrata l’adesione piena dell’Iran all’accordo sul nucleare del 2015 (JCPOA). Pompeo e l’amministrazione Trump hanno espresso preoccupazione e opposizione alle sanzioni contro l’Iran che saranno revocate nel 2020. Pompeo ha anche invitato gli alleati americani che rimangono impegnati nell’accordo ad intensificare le pressioni sul regime iraniano per frenare comportamenti illeciti.

Il senatore Joseph I. Lieberman, presidente del United Against Nuclear Iran (UANI), ha descritto gli aspetti insidiosi ​​delle disposizioni sull’embargo sottolineando che sono le stesse che rendono il JCPOA imperfetto e giustifica la decisione del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dal JCPOA. Il direttore esecutivo di UANI, Mark Wallace, ha evidenziato la capacità già dimostrata dell’Iran di contrabbandare a Hezbollah, agli Houthi e ad altri gruppi terroristici missili e droni.

Nel rapporto JCPOA Sunset Alert UANI espone i pericoli una volta scaduto l’embargo stabilito con la risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fucili, cannoni, mortai, carri armati, veicoli da combattimento corazzati, aerei da combattimento, elicotteri d’attacco, navi da guerra e missili o sistemi missilistici potranno proliferare con maggiore consistenza in tutta la regione mediorientale, creando conseguenze destabilizzanti per Yemen, Bahrain, Libano, Siria, Iraq e Israele. Probabilmente, organizzazioni terroristiche come Hezbollah, Hamas, la Jihad islamica palestinese, gli Houti e le Brigate Al-Ashtar saranno i principali beneficiari.

Un altro accademico britannico-iraniano arrestato in Iran
L’11 agosto, Kameel Ahmady, un professore britannico-iraniano è stato arrestato nell’Iran occidentale. L’allarme è stato dato dalla moglie, un’antropologa, che ha detto che è stato preso in custodia da casa senza spiegazioni. Ahmady si occupa, tra le altre cose, di mutilazioni genitali femminili e matrimonio infantile in Iran. Un funzionario giudiziario locale ha successivamente confermato che Ahmady è stato emesso un ordine di detenzione preventiva di un mese. “Non hanno fornito alcuna informazione sul motivo dell’arresto o delle accuse contro Kameel”, ha scritto la moglie su Instagram.

L’Iran non riconosce la doppia nazionalità e non ci sono dati esatti sul numero di detenuti che sono anche cittadini stranieri. Un’altra cittadina britannico-iraniana, Nazanin Zaghari-Ratcliffe, è custodia in Iran dal 2016 per spionaggio.

Gibilterra rilascia la petroliera iraniana
Gli Stati Uniti si sono detti delusi dal governo britannico dopo che un tribunale di Gibilterra ha autorizzato il rilascio di una petroliera iraniana sospettata di trasportare petrolio in Siria bloccata alcune settimane fa. L’amministrazione Trump ha minacciato l’applicazione di sanzioni contro porti, banche e chiunque intrattenga rapporti commerciali con la nave o il suo equipaggio. L’amministrazione statunitense ha fatto sapere che la decisione del tribunale di rilasciare l’imbarcazione, denominata Grace 1, è un’occasione mancata e l’amministrazione Trump spera che il governo e le autorità del Regno Unito a Gibilterra tornino sui suoi passi.

Le sanzioni al Ministro degli Esteri iraniano non sono così dure come sembra
La comunità internazionale è andata in subbuglio per l’amministrazione Trump che ha sanzionato il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif. L’argomento è che sanzionare Zarif è simile a sanzionare la diplomazia stessa, mettendo così il chiodo finale nella bara del dialogo con Teheran. Ci sono tre considerazioni da fare: primo, in precedenza alcuni dei principali negoziatori iraniani non provenivano da Ministero degli Esteri, ma da altri ambienti; secondo, mentre Zarif può esser stato efficace nel raggiungere l’accordo JCPOA nel 2015, non è necessariamente che l’operazione si ripeta nel 2019; terzo, gli inviati della “mullahcrazia” hanno dovuto affrontare sanzioni molto peggiori di quelle decise per Zarif.

La Corea del Sud importa a luglio più petrolio degli Stati Uniti
I dati doganali pubblicati il 15 agosto mostrano che a luglio le importazioni di petrolio della Corea del Sud dagli Stati Uniti e dagli Emirati Arabi Uniti sono aumentate, mentre le esportazioni iraniane hanno subito una notevole diminuzione a causa delle sanzioni statunitensi. La Corea del Sud, uno dei principali clienti petroliferi asiatici di Teheran, ha interrotto l’importazione di greggio iraniano da maggio dopo che il governo degli Stati Uniti aveva annunciato la fine di tutte le esenzioni su tali spedizioni. Nel luglio 2018 la Corea del Sud importava 788.651 tonnellate di petrolio greggio dall’Iran, o 185.715 barili al giorno (bpd).

Nei primi sette mesi del 2019, le importazioni di petrolio iraniano da parte della Corea del Sud sono scese del 44,1% a 3,87 milioni di tonnellate, ovvero 133.321 bpd, contro i 6,92 milioni di tonnellate nello stesso periodo dell’anno precedente. Le importazioni della Corea del Sud dagli Stati Uniti sono quasi triplicate a 1,91 milioni di tonnellate a luglio, ovvero 463.922 bpd, rispetto all’anno precedente. La Corea del Sud ha importato un record di 60,23 milioni di barili, ovvero 332.751 bpd di greggio statunitense nel primo semestre e la domanda dovrebbe rimanere stabile nel secondo semestre a seguito delle sanzioni iraniane e dell’aumento della produzione di greggio negli Stati Uniti.

Le ragioni della presenza della Marina statunitense nel Golfo
Gli ufficiali a bordo della USS Abraham Lincoln hanno confermato alla CNBC che la crescente presenza militare statunitense nel Golfo Persico mira ad ottenere un effetto di deterrenza. “ll nostro obiettivo non è andare in guerra con l’Iran. La nostra deterrenza cerca di nutrire la stabilità della regione, la libertà di movimento e il commercio”, ha dichiarato il 12 agosto il capitano William Reed, comandante dell’ala aerea della portaerei. La USS Abraham Lincoln ospita 44 tra caccia ed elicotteri ed ha il compito di proteggere e pattugliare un’area di circa 2,5 milioni di miglia quadrate di acqua. E’ responsabile delle forze navali nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman, nel Golfo di Aden, nel Mar Rosso e nel Mar Arabico. Viste le tensioni tra Stati Uniti e Iran, i circa 21 milioni di barili di petrolio che transitano quotidianamente dallo Stretto di Hormuz costituiscono un problema globale, non solo americano. La protezione di quest’area è dunque l’obiettivo degli Stati Uniti che permettono il proseguimento di tutti gli scambi commerciali.

Dieci attivisti per i diritti umani arrestati in Iran
Almeno 10 attivisti politici sono stati arrestati nella città iraniana di Mashhad questa settimana durante una protesta a sostegno di un’attivista che aveva firmato una lettera aperta in cui tutti i firmatari chiedevano al leader supremo Ayatollah Ali Khamenei di dimettersi. Kamal Jafari Yazdi ha riferito degli arresti a Radio Farda, sostenendo di aver visto più di 10 attivisti arrestati alla corte di Mashhad quando è arrivato in tribunale per la sua udienza del 12 agosto.

In calo le esportazioni dalla Germania all’Iran
Secondo i dati del governo tedesco diffusi il 12 agosto, le esportazioni dalla Germania in Iran sono diminuite di quasi la metà nei primi sei mesi del 2019. Ciò significa che le aziende stanno ridimensionando i legami commerciali con Teheran per evitare problemi con gli Stati Uniti dopo che Washington ha reintrodotto le sanzioni legate al progetto iraniano sul nucleare. I dati dell’Ufficio federale di statistica esaminati dalla Reuters mostrano che le vendite all’Iran sono crollate del 48% (678 milioni di euro) da gennaio a giugno rispetto all’anno precedente. Le importazioni dall’Iran sono diminuite del 43%, un calo di circa 110 milioni di euro.

L’Iran continua a superare i limiti consentiti di uranio arricchito
Il portavoce dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, Behrouz Kamalvandi, ha annunciato martedì 13 agosto che la scorta di uranio arricchito della Repubblica islamica ha raggiunto i 370 chilogrammi. “Stiamo producendo uranio arricchito con una buona progressione e abbiamo raggiunto una scorta di circa 70 kg oltre il limite dei 300 kg fissato dal JCPOA, e stiamo crescendo rapidamente”, ha detto Kamalvandi a margine di una cerimonia che ha segnato la costruzione di un centro di ricerca sulla separazione e lo sviluppo delle applicazioni di isotopi stabili presso l’impianto nucleare di Fordow a Qom.

Il Regno Unito continua a sostenere l’accordo sul nucleare
Il 12 agosto il portavoce del Primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato che la posizione del Regno Unito sull’accordo nucleare del 2015 (JCPOA) non è cambiata. La dichiarazione è giunta mentre John Bolton, Consigliere per la sicurezza nazionale del Presidente Trump, era in visita a Londra per sollecitare il Regno Unito a rafforzare la sua posizione sull’Iran. Già un’intervista alla Reuters a luglio, Johnson aveva espresso sostegno per il JCPOA.

Il capo delle milizie Houthi scrive a Khamenei
Secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, il 14 agosto il leader supremo iraniano Ali Khamenei ha ricevuto una lettera dal leader delle milizie Houthi allineate a Teheran nello Yemen. Il messaggio di Abdul Malek al-Houthi è stato consegnato a Khamenei a Teheran da una delegazione di Houthi che includeva il capo negoziatore della milizia Mohammed Abdul Salam.

Khamenei ha dichiarato che la guerra di cinque anni che gli Houthi hanno intrapreso nello Yemen “..stabilirà un governo forte. Bisogna lavorare per uno Yemen unito, coerente e sovrano. Data la diversità etnica e religiosa del paese, la protezione dell’integrità dello Yemen richiede un dialogo interno.”

Una bomba uccide 63 persone ad un matrimonio a Kabul
Il 18 agosto è esplosa una bomba durante un matrimonio nella capitale afghana uccidendo 63 persone e ferendone oltre 180. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico (ISIS). Il presidente Ashraf Ghani ha condannato l’attacco incolpato i talebani per “aver fornito una piattaforma ai terroristi”. La sala dell’esplosione si trova nella parte occidentale della città, popolata per lo più da musulmani sciiti.

I militanti musulmani sunniti, compresi i talebani e il gruppo dello Stato islamico, hanno ripetutamente preso di mira le minoranze sciite Hazara in Afghanistan e Pakistan. Un portavoce dei talebani ha dichiarato che il gruppo ha fortemente condannato l’attacco: “Non vi è alcuna giustificazione per omicidi così brutali che colpiscono anche donne e bambini”, ha detto Zabiullah Mujaheed in un testo inviato ai media.

L’esplosione è avvenuta a dieci giorni di distanza da un altro grave attacco ad una stazione di polizia a Kabul in cui sono rimaste uccise 14 persone e ferite quasi 150. In questo caso, l’attacco è stato rivendicato dai talebani.

FOTO DELLA SETTIMANA
Hong Kong, 18 agosto 2019: sotto una pioggia battente 1,7 milioni di persone tornano a manifestare per la democrazia

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