Nuova iniziativa per responsabilizzare il governo britannico dopo l’Inchiesta Chilcot

Martedì 20 febbraio 2018 il Gruppo di familiari che conduce una campagna a nome delle famiglie dei 179 soldati uccisi in Iraq dal 2003 ha lanciato una nuova raccolta fondi “per responsabilizzare il governo che non sta applicando nessuna delle raccomandazioni prodotte dall’inchiesta Chilcot”.

Dopo la pubblicazione del Rapporto Chilcot il 6 giugno 2016, il Gruppo aveva lanciato un nuovo crowdfunding per dare mandato ai propri avvocati di accertare la possibilità o meno di portare in tribunale alcuni membri del governo dell’epoca e alcuni funzionari statali britannici coinvolti nel processo decisionale che avviò l’azione militare in Iraq nel 2003.

Come spiegano i portavoce del gruppo, Roger Bacon e Reg Keys, i tribunali inglesi hanno precluso questa possibilità, dunque oggi l’unica via percorribile per garantire che tale misfatto non si ripeta è quella del Parlamento.

Bacon e Keys hanno dichiarato: “In futuro non un solo soldato deve esser inviato a combattere e morire inutilmente, senza giusta causa o senza scopo. Ci siamo attivati per costringere il governo ad introdurre le raccomandazioni suggerite, in particolare per garantire che vengano presi provvedimenti nell’ambito del processo decisionale che scongiurerebbero il ripetersi di un altro conflitto come quello iracheno”.

Il 10 gennaio 2018 la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Comuni ha pubblicato un Rapporto in cui si legge che “il governo continua a respingere la necessità di inserire maggiori garanzie nel meccanismo decisionale” aggiungendo che la Commissione “è delusa dalla risposta del governo di fronte alla palese necessità di migliorare il processo decisionale governativo e il modo di condurre le indagini pubbliche.”

Il Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella” e il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito appoggiano pienamente la nuova iniziativa del Gruppo di familiari poiché è fondamentale promuovere e rafforzare lo Stato di Diritto attraverso il diritto dei cittadini di conoscere come e quali decisioni i governi prendono a loro nome.

Per sostenere l’iniziativa visita questa pagina  

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