Parere dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia europea sul caso di Oriol Junqueras

Il 12 novembre l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il polacco Maciej Szpunar, ha emesso il suo parere sul ricorso presentato da Oriol Junqueras, l’ex vice presidente della Generalitat, il governo regionale della Catalogna, arrestato dopo aver organizzato il referendum anti-costituzionale sull’indipendenza della Catalogna il primo ottobre 2017. L’Avvocato Generale afferma che l’ex vice presidente avrebbe dovuto beneficiare dell’immunità parlamentare e che ogni la convalida della sua elezione al Parlamento europeo non deve dipendere da formalismi successivi alla dichiarazione dell’avvenuta elezione resa dal Comitato elettorale spagnolo. E’ un parere che rafforza il parlamento e che conferma come Madrid abbia ha rimosso i diritti civili e politici di Junqueras ancor prima che fosse condannato.

Oriol Junqueras è stato detenuto in custodia cautelare dal 2 novembre 2017 ed è stato eletto deputato al Parlamento europeo alle elezioni del 26 maggio 2019. Il risultato è stato dichiarato dalla Commissione elettorale centrale spagnola il 13 giugno 2019. Il giorno successivo, il 14 giugno, il Tribunal Supremo (la Corte Suprema spagnola) non ha autorizzato il sig. Junqueras a uscire momentaneamente il carcere per recarsi a prestare giuramento sulla Costituzione spagnola, così come previsto dalla legge nazionale per tutti coloro che sono eletti al Parlamento europeo. Il 20 giugno 2019, dato il mancato giuramento, la Commissione elettorale ha dichiarato vacante il seggio di Oriol Junqueras, al quale ha sospeso tutte le prerogative derivanti dalle funzioni di eurodeputato, e ha inviato al Parlamento europeo un elenco degli eletti in Spagna che non includeva il nome di Junqueras. Quest’ultimo ha quindi presentato un ricorso presso il Tribunal Supremo contro l’ordine del 14 giugno 2019, rivendicando l’immunità di cui beneficia così come stabilito dal Protocollo sui Privilegi e le Immunità nell’UE, con un riferimento specifico all’articolo 9. Successivamente, il 14 ottobre 2019, il Tribunal Supremo ha chiuso il processo agli indipendentisti catalani emesso una sentenza che condanna, tra gli altri, Orial Junqueras a 13 anni di carcere e alla perdita dei diritti civili e politici per lo stesso arco temporale.

L’Avvocato Generale osserva che, mentre il processo elettorale è regolamentato dalla legge nazionale dei singoli Stati membri, lo status di membro del Parlamento europeo, in quanto rappresentante eletto direttamente dai cittadini dell’UE e in quanto membro di un’istituzione europea, è regolamentato solo dal diritto europeo. In caso contrario, verrebbero messe in discussione l’indipendenza del Parlamento e l’autonomia dell’ordine giuridico dell’UE. Secondo Szpunar, il mandato parlamentare può essere acquisito esclusivamente dall’elettorato e non può essere subordinato al completamento di eventuali formalità successive.

L’Avvocato Generale ritiene quindi che il giuramento sulla Costituzione spagnola non faccia parte, in Spagna, del processo elettorale per l’elezione del Parlamento europeo e che tale processo debba essere considerato concluso con la dichiarazione ufficiale dei risultati (avvenuta il 14 giugno 2019 per bocca della Commissione elettorale centrale spagnola). Di conseguenza, lo status di deputato al Parlamento deve essere considerato acquisito solo a seguito di e a partire da tale dichiarazione.

L’Avvocato Generale raccomanda pertanto alla Corte di giustizia di dichiarare che una persona, la cui elezione al Parlamento europeo è stata dichiarata ufficialmente dall’autorità competente dello Stato membro in cui ha avuto luogo l’elezione, acquisisce, solo a seguito di tale circostanza, e da quel momento, lo status di deputato al Parlamento, indipendentemente dalle formalità successive che tale persona è tenuta a completare, ai sensi del diritto dell’UE o del diritto nazionale dello Stato membro in questione.

Szpunar ha dichiarato che un individuo nella situazione di Oriol Junqueras deve essere considerato già investito di un mandato parlamentare e di conseguenza dello status di un Membro del Parlamento e dunque nella posizione di poter beneficiare dell’immunità, come stabilito dal Protocollo. L’Avvocato Generale ritiene che, sebbene il contenuto materiale dell’immunità derivante dal diritto nazionale sia soggetto a tale diritto, la durata della protezione è regolata dal diritto dell’UE, allo stesso modo per tutti i deputati al Parlamento.

Rispetto al momento in cui un deputato inizia a godere dell’immunità, Szpunar afferma che essa copre i deputati, di norma, dall’apertura della prima sessione del neoeletto Parlamento europeo. Le autorità nazionali dello Stato membro in cui è stato eletto il deputato in questione sono tenute ad astenersi dall’adozione di qualsiasi misura che possa ostacolare i passi necessari che un deputato deve compiere per assumere la propria funzione e sospendere eventuali misure già in vigore, a meno che il Parlamento non abbia revocato l’immunità.

Dunque Oriol Junqueras è stato processato e condannato senza che il Parlamento abbia avuto l’opportunità di decidere sulla revoca o sulla possibile difesa della sua immunità parlamentare. Perciò l’Avvocato Generale propone un’interpretazione che rafforzi i poteri del Parlamento in merito all’immunità dei suoi membri e raccomanda alla Corte di Giustizia europea di dichiarare che, dal momento in cui la legge nazionale di uno Stato membro concede l’immunità ai parlamentari nazionali, l’articolo 9 del Protocollo venga interpretato in modo che spetti al Parlamento europeo decidere se è opportuno revocare o meno l’immunità di uno dei suoi membri.

Le conclusioni dell’Avvocato Generale non sono vincolanti per la Corte di giustizia. È compito degli avvocati generali proporre alla Corte, in completa indipendenza, una soluzione giuridica ai casi di cui sono responsabili.

Matteo Angioli

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