Parlamentari del Consiglio d’Europa sostengono Radio Radicale

Il 12 aprile, 50 parlamentari di 5 gruppi da 23 Stati membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, con sede a Strasburgo, hanno depositato una dichiarazione scritta, a prima firma Roberto Rampi, affinché il Consiglio d’Europa inviti il Governo italiano a riconsiderare la decisione di chiudere Radio Radicale tagliando il finanziamento che ha contribuito alla formazione di ciò che Luigi Einaudi definì il diritto di “conoscere per deliberare”.

La dichiarazione, promossa dal Sen. Rampi e da Matteo Angioli della Presidenza del Partito Radicale è stata firmata, tra gli altri, da otto parlamentari italiani: tre del PD, Maria Elena Boschi, Piero Fassino e Andrea Orlando, tre di Forza Italia, Deborah Bergamini, Maria Rizzotti e Francesco Scoma, il Sen. Gianni Marilotti del M5S e il collega Maurizio Buccarella che ora siede nel Gruppo Misto.

“Nell’ultima legge di bilancio il contributo a Radio Radicale è stato dimezzato. Questo significa che se nulla accadrà entro maggio il lavoro di questa radio finirà”, ha detto poi in aula Roberto Rampi che aveva iniziato il suo discorso ripercorrendo la storia “molto particolare” di Radio Radicale.

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