Partito Radicale e Comitato Globale chiedono l’attivazione dell’art. 29 degli Accordi di Parigi per la democrazia in Cambogia

Mercoledì 26 settembre, Makarar Thhai, membro del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (PRNTT), ha preso la parola durante il dibattito in corso alla 39ma sessone del Consiglio ONU per i Diritti Umani con il Relatore Speciale per la Cambogia, la prof. Rhona Smith. Makarar Thhai è anche membro dell’ora dissolto Partito di Salvezza Nazionale della Cambogia (CNRP) ed è stato accompagnato dal Segretario Generale del Comitato Globale per lo Stato di Diritto, Matteo Angioli.

Il dibattito è iniziato con un intervento di 15 minuti di Rhona Smith, in cui sono state evidenziate le violazioni perpetrate dal regime contro il principale partito di opposizione e contro giornalisti e voci dissidenti. Nelle successive dichiarazioni degli Stati membri, il rappresentante del Giappone e altri rappresentanti occidentali si sono detti delusi per le elezioni, mentre il rappresentante cinese ha elogiato sia la stabilità politica della Cambogia, sia il modo in cui sono state condotte le elezioni. Ha anche riaffermato il sostegno di Pechino allo sviluppo economico e sociale del paese.

Makarar Thhai ha condannato le elezioni fasulle svoltesi il 29 luglio in Cambogia e ha richiamato l’attenzione degli Stati membri sugli Accordi di Pace di Parigi del 1991 che hanno posto fine alla guerra civile in Cambogia. Alla luce della recente repressione da parte del governo di Hun Sen e dello Stato ufficialmente a partito unico consegnato dalle elezioni, Makarar ha affermato che è giunto il momento di attivare l’articolo 29 dei suddetti accordi. Tale articolo stabilisce che in caso di violazione, la Francia e l’Indonesia, in qualità di co-presidenti della Conferenza di Parigi del 1991, avvieranno consultazioni al fine di adottare misure adeguate per sostenere gli impegni presi. Ancora una volta dunque, la legge prevede gli strumenti necessari e adeguati per affrontare la crisi. Spetta agli Stati parti dell’accordo rispettare i loro obblighi.

E’ possibile leggere di seguito il discorso di Makarar Thhai e vederlo a 58’15 “

39ma sessione del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite
Ginevra, 26 settembre 2018

Signor Presidente,

Il 29 luglio 2018 ha segnato la morte della democrazia in Cambogia, un nuovo giorno oscuro della sua storia. Doveva essere una celebrazione della democrazia in cui i cittadini avrebbero esercitato il loro diritto a scegliere il proprio governo. Sfortunatamente, quella scelta era già stata fatta per loro ben prima dell’apertura dei seggi.

Il partito al governo ha messo in scena elezioni fasulle in piena violazione della Costituzione cambogiana e degli impegni e obblighi internazionali del paese. Successivamente, quel che è rimasto di una democrazia solo di nome è stato sostituito da una vera e propria dittatura.

La messa al bando dell’opposizione e l’incarcerazione del suo leader, la chiusura dei media indipendenti, la repressione contro la società civile e le minacce ad attivisti hanno reso inaccettabili queste elezioni prima ancora che iniziassero.

Il 29 luglio sarà dunque ricordato come il giorno in cui la democrazia multipartitica è stata sostituita illegalmente e contro la costituzione da un regime a partito unico e in cui i principi di base degli Accordi di Pace di Parigi del 1991, che definiscono il sistema politico del paese, sono stati violati in modo sfacciato invocando come copertura la sicurezza regionale.

Per scongiurare il ritiro unilaterale dagli Accordi di Pace di Parigi, chiediamo ai co-presidenti della Conferenza di Parigi, Indonesia e Francia, di invocare l’articolo 29* degli Accordi che prevede la convocazione immediata della Conferenza.

Grazie signor presidente per l’attenzione.

Makarar Thhai

*Articolo 29 degli Accordi di Pace di Parigi del 1991 – Accordo su una soluzione politica complessiva del conflitto cambogiano: fatte salve le prerogative del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e su richiesta del Segretario Generale, i due co-presidenti della Conferenza di Parigi sulla Cambogia, in caso di violazione o minaccia di violazione di questo accordo, intraprenderanno immediatamente adeguate consultazioni, anche con membri della Conferenza di Parigi sulla Cambogia, al fine di adottare misure appropriate per garantire il rispetto di tali impegni.

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