Risoluzione del Parlamento europeo sullo Stato di diritto e la democrazia in Polonia

Il 15 novembre 2017 il Parlamento Europeo ha adottato in sessione plenaria una risoluzione sulla situazione dello Stato di Diritto e della democrazia in Polonia. La risoluzione è stata adottata con 438 voti a favore, 152 contrari e 71 astensioni, prevedendo l’avvio di un meccanismo, previsto dall’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, per l’imposizione di sanzioni UE contro la Polonia. L’articolo prevede la sanzione più grave nei confronti di uno Stato membro che violi i valori fondamentali elencati all’articolo 2: la sospensione del diritto di voto in Consiglio.

Nella Risoluzione si evidenziano in particolare la preoccupazione per “il fatto che non sia stata ancora trovata una soluzione di compromesso per il fondamentale problema del corretto funzionamento del Tribunale costituzionale della Polonia (la sua indipendenza e legittimità nonché la pubblicazione e attuazione delle sue sentenze), il che pregiudica gravemente la Costituzione polacca, la democrazia e lo Stato di diritto nel paese”. Inoltre, si chiede al governo polacco di “rispettare tutte le disposizioni concernenti lo Stato di diritto e i diritti fondamentali sanciti dai trattati, dalla Carta dei diritti fondamentali, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalle norme internazionali in materia di diritti umani, come pure di impegnarsi direttamente in un dialogo con la Commissione.”

Non manca una menzione dei recenti avvenimenti di Varsavia, che ha ospitato sabato 11 novembre, nella giornata dell’Indipendenza della Polonia, una marcia a sfondo xenofobo e fascista, il Parlamento europeo in merito “invita il governo polacco ad adottare misure adeguate in relazione alla marcia xenofoba e fascista che si è svolta a Varsavia sabato 11 novembre 2017, e a condannarla fermamente.”

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