Sam Rainsy in audizione alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati

Il 24 e 25 ottobre una delegazione di ex parlamentari dell’opposizione cambogiana del CNRP, iscritti al Partito Radicale e guidata dal leader in esilio Sam Rainsy, è stata in Italia per una serie di incontri con membri di entrambi i rami del Parlamento e del Ministero degli Affari Esteri. Nel silenzio mediatico generale, con l’eccezione di Radio Radicale, la delegazione cambogiana, accompagnata dal Sen. Roberto Rampi e dal componente della Presidenza del Partito Radicale Matteo Angioli, ha incontrato il vice Presidente della Camera dei Deputati On. Fabio Rampelli. l’On. Zucconi, il Sen. Verducci e il Sen. Alfieri. Infine è stata in audizione presso la III Commissione per gli Affari Esteri della Camera, presieduta nell’occasione dall’On. Piero Fassino.

Dopo una prima audizione che aveva prodotto una risoluzione della III Commissione di condanna della repressione in Cambogia nel dicembre 2017, i parlamentari cambogiani hanno descritto il nuovo scenario cambogiano aggravatosi dopo le elezioni legislative farsa dello scorso 29 luglio. Grazie a questa nuova iniziativa e ai riscontri positivi registrati durante la visita, l’Italia torna a far sentire la sua voce a sostegno della democrazia in Cambogia e in favore della risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre scorso di sospendere gli accordi preferenziali commerciali con la Cambogia.

Grazie a tutti coloro che hanno a cuore lo Stato di Diritto – in primis Marco Pannella che ha lottato per decenni su questo tema – la clausola democratica sul rispetto dei diritti umani contenuta nel primo articolo degli accordi di cooperazione allo sviluppo dell’UE con paesi terzi può finalmente acquisire sostanza politica e determinare reali conseguenze per i dirigenti di quei regimi che calpestano i diritti fondamentali di coloro che dovrebbero essere i primi destinatari degli aiuti allo sviluppo, ovvero i cittadini più poveri.

Ci auguriamo inoltre che, come suggerito da Sam Rainsy, l’Italia si aggiunga ai paesi firmatari degli Accordi di Pace di Parigi del 1991 che con l’ONU gettarono le basi per redigere la nuova Costituzione della Cambogia e per accompagnare il Paese a intraprendere il cammino della democrazia liberale, dopo l’immane tragedia dei Khmer Rossi.

Matteo Angioli

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