Solidarietà con i giudici polacchi in difesa dello Stato di Diritto

Sabato 11 gennaio centinaia di giudici polacchi scenderanno nelle strade di Varsavia in difesa dello stato di diritto e contro un disegno di legge governativo, introdotto in Parlamento il 12 dicembre, che, in caso di approvazione, annullerebbe di fatto l’indipendenza del potere giudiziario. Quest’ultimo finirebbe sotto il giogo dell’esecutivo. I giudici hanno ricevuto la solidarietà di associazioni e colleghi stranieri, tra cui la American Bar Association, la International Association of Judges e la Neue Richtervereinigung. Anche il Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella” condivide in pieno le ragioni che hanno portato magistrati, avvocati, professori, politici e cittadini comuni a manifestare nella capitale polacca per esprimere un fermo dissenso sulla riforma proposta dal governo guidato dal partito “Legge e Giustizia”.

La proposta, introdotta in Parlamento nel 38° anniversario dell’entrata in vigore della legge marziale nella Polonia comunista di Jaruzelski, contiene molti elementi pericolosi: in primo luogo, limita indebitamente l’autonomia dell’autogoverno giudiziario e i poteri dei suoi organi, ampliando i quelli degli organi nominati e dipendenti dal Ministro della Giustizia. In secondo luogo, il progetto limita, in modo incompatibile con la Costituzione, i diritti e le libertà fondamentali dei giudici come cittadini della Repubblica di Polonia: il diritto di associazione, il diritto alla privacy, il diritto di ottenere informazioni e la libertà di espressione. In terzo luogo, viene introdotta la responsabilità disciplinare dei giudici che prevede penalità per quei magistrati che applicano il diritto dell’Unione europea. Su quest’ultimo punto, il 16 dicembre il Procuratore Generale ha inviato una comunicazione a tutti i procuratori e giudici del Paese in cui ha ribadito, attraverso obblighi e sanzioni, la precedenza del diritto polacco su quello europeo. La sua lettera ha incassato il sostegno del Presidente della Repubblica.

Con il disegno di legge in discussione il governo polacco infligge un colpo mortale alle istituzioni che assicurano il mantenimento dello stato di diritto democratico che da tempo si trovano in pericolo. Basti pensare al Tribunale Costituzionale polacco che, a partire dal 2016, è stato gradualmente snaturato e svuotato dei poteri e delle prerogative costituzionali per mano del governo con il silenzio assenso del Presidente della Repubblica. La manifestazione dell’11 gennaio è quindi di fondamentale importanza per opporsi ad una legge anti-democratica e anti-stato di diritto. Lo è anche perché lascia intravedere un futuro in cui una simile riforma potrebbe interessare altri Stati membri dell’Unione Europea.

Giulio Terzi di Sant’Agata

Matteo Angioli

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