NL 109 – 16/4/2021

FOTO DELLA SETTIMANAStrasburgo, 12 aprile 2021: l’audizione in Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa con Roberto Rampi, Gianni Betto, Antonella Agnoli e Mark O’Neill

Il Consiglio d’Europa esamina la risoluzione sul Diritto alla Conoscenza
Lunedì 12 aprile la Commissione cultura istruzione scienza e media dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha esaminato la bozza di risoluzione “Libertà dei media, fiducia pubblica e diritto alla conoscenza” promossa dal Partito Radicale con il sostegno di varie organizzazioni, di cui il Sen. Roberto Rampi è Relatore Generale.

Nel corso della seduta si è svolta un’audizione a cui hanno partecipato tre esperti sul tema: l’ex direttore del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva Gianni Betto che ha parlato del monitoraggio dei media; la scrittrice Antonella Agnoli che è intervenuta sul ruolo delle biblioteche; il professore Mark O’Neill che ha illustrato il ruolo dei musei.

Firma l’appello per il Diritto alla Conoscenza
Dopo l’esame in prima lettura della bozza di risoluzione sul Diritto allaConoscenza da parte della la Commissione cultura istruzione scienza e media dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, continua la raccolta firme per l’appello per il Diritto alla Conoscenza affinché venga riconosciuto dall’assemblea di Strasburgo. Firma e diffondi. Grazie!

Desecretati gli atti delle Commissioni parlamentari d’inchiesta
Il 14 aprile si è tenuta in Senato una conferenza stampa intitolata “La riforma delle desecretazioni sugli atti delle Commissioni parlamentari d’inchiesta” promossa dal Presidente della Commissione per la Biblioteca e per l’Archivio storico del Senato, il senatore Gianni Marilotti. Sono intervenuti anche Giampiero Buonomo, direttore dell’Archivio Storico del Senato, e il professor Alessandro Giacone.

Mentre il direttore Buonomo ha ricordato che sono 148870 le pagine ora consultabili, il Sen. Marilotti ha dichiarato: “Nel giugno 2020 su nostra proposta è stata adottata una delibera che desecreta il segreto funzionale. Rimangono ancora oltre 120 documenti secretati, perciò riteniamo che con l’aiuto di ricercatori, giornalisti e parenti di vittime di stragi che hanno interesse o la curiosità di conoscere aspetti importanti della nostra storia attraverso il sistema degli interpelli, le desecretazioni avvengano con un ritmo più spedito.” Sul sito di Radio Radicale è disponibile il video integrale della conferenza.

A Hong Kong condannato il direttore dell’Apple Daily
Oggi 16 aprile il magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong Jimmy Lai, 73enne editore dell’Apple Daily, è stato condannato a 14 mesi di prigione dopo essere stato riconosciuto colpevole di riunione non autorizzata. Lai è uno dei tanti attivisti giudicati colpevoli di aver organizzato o partecipato a grandi manifestazioni a favore della democrazia nel 2019. Tra gli altri attivisti democratici condannati per aver partecipato a due manifestazioni, il 18 agosto e il 31 agosto 2019, vi sono un altro attivista, Martin Lee di 82 anni, e l’avvocato Margaret Ng, 73 anni.

Per i servizi segreti americani la Cina è una minaccia “senza precedenti”
Il 14 aprile i direttori delle agenzie dei servizi segreti statunitensi hanno affermato che la Cina è una priorità “senza precedenti”, riferendosi alle aggressive attività regionali e le capacità cibernetiche di Pechino. Parlando alla Commissione sui servizi segreti del Senato, il direttore della CIA Avril Haines ha detto: “Dato che la Cina è una priorità senza precedenti per la comunità dell’intelligence, inizierò evidenziando alcuni aspetti della minaccia” e ha descritto la Cina come “un concorrente vicino alla pari che sfida gli Stati Uniti in più settori”. Il direttore del Federal Bureau of Investigation, Christopher Wray, ha detto che la sua agenzia apre una nuova indagine collegata alla Cina ogni 10 ore.

L’intervento della Haines e degli altri direttori è stato il primo in pubblico dal gennaio 2019. L’anno scorso infatti, l’ex presidente Donald Trump, che spesso si è scontrato con le agenzie di sicurezza, non ha inviato i capi dei servizi segreti a testimoniare in quello che normalmente è un evento annuale.

Al processo sulla morte di George Floyd l’imputato rinuncia a testimoniare
L’ex ufficiale di polizia Derek Chauvin ha deciso di non intervenire nel processo a suo carico, terminato giovedì 15 aprile, rinunciando a spiegare per la prima volta alla giuria e al pubblico le ragioni che lo hanno portato a tenere il ginocchio contro il collo di George Floyd. Da lunedì prossimo, la giuria, inizierà a discutere in vista del verdetto finale sull’accusa di omicidio volontario. Il tribunale di Minneapolis è circondato da filo spinato per protezione dalle numerose manifestazioni e proteste che stanno accompagnando la vicenda. Vicenda inasprita l’11 aprile con l’ennesima morte di un ventenne nero, Daunte Wright, per mano di un’agente bianca, Kim Potter, che ha sparato a Wright con la pistola mentre era convinta di aver estratto il taser. Potter, che si è subito dimessa, è accusata di omicidio colposo.

Scoperta una rete di spionaggio iraniana in Europa
Una serie di documenti sequestrati dalla polizia tedesca rivelano una massiccia operazione di spionaggio messa in piedi da da Teheran in Europa. I documenti sono stati trovati in un’auto a noleggio utilizzata come stazione di intelligence mobile da Assadollah Assadi, il capo delle spie iraniane che a febbraio è stato condannato a 20 anni di carcere per aver ideato un attentato dinamitardo fallito a Parigi nel 2018. Il materiale rivela una sofisticata rete di agenti del regime che si estende in almeno 22 città in tutto il continente, e alcuni piani per attacchi terroristici che prevedevano l’utilizzo di esplosivi, acidi e sostanze patogene tossiche.

In Yemen un nuovo focolaio di Covid-19
Il 15 aprile il capo umanitario delle Nazioni Unite, Mark Lowcock, ha detto che la crisi in Yemen sta peggiorando ulteriormente con un nuovo scoppio della pandemia COVID-19 nelle ultime settimane nel Paese più povero del mondo arabo già afflitto da una carestia su larga scala.

In un aggiornamento al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Lowcock ha dichiarato che decine di migliaia di persone stanno già morendo di fame, e altri 5 milioni sono prossimi a cadere nella stessa condizione. Il mese di marzo è stato il più mortale per i civili, con più di 200 morti o feriti a seguito delle ostilità tra ribelli Houthi e forze governative. Un quarto delle vittime è della provincia centrale ricca di petrolio di Marib, dove gli Houthi hanno avviato un’offensiva militare.

#Dante700
m’insegnavate come l’uom s’etterna:
e quant’io l’abbia in grado, mentr’io vivo
convien che ne la mia lingua si scerna.

Inferno, Canto XV

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