Primo riconoscimento in Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa del Diritto alla Conoscenza

Questa mattina la Commissione Cultura Scienza Istruzione e Media dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha adottato il Rapporto “libertà dei media, fiducia pubblica e diritto alla conoscenza” di cui il Senatore Rampi è Relatore Generale. Il diritto civile e umano di nuova generazione, lanciato nel 2014 da Marco Pannella con il Partito Radicale, ha avuto un primo riconoscimento nella ricorrenza del quinto anniversario della morte del leader radicale. Si tratta di un risultato conseguito grazie al prezioso contributo di esperti del diritto come il prof. Cherif Bassiouni e delle organizzazioni che nel tempo hanno aderito: il Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”, Nessuno Tocchi Caino, Siracusa International Institute, SIOI, IAI, Fondazione Luigi Einaudi, A Buon Diritto, Partito Pirata, Access Info Europe e, ultima ma non ultima, la Federazione Nazionale Stampa Italiana.

Il Rapporto è il frutto dei contributi di professionisti di altissimo livello e identifica quattro pilastri su cui erigere il “diritto alla conoscenza” per rigenerare fiducia nelle istituzioni e nella democrazia: la proattività dei governi nel mettere a disposizione dei cittadini le informazioni; la centralità del dibattito pubblico, a cominciare da quello istituzionale, da favorire e coltivare con regolamenti che vadano in tal senso; la creazione di meccanismi di monitoraggio dei media pubblici e l’interazione con i social media; la diffusione e la capacità di misurazione di strumenti del sapere e della cultura sui diversi territori nazionali. È necessario vegliare e consolidare questi pilastri, se non vogliamo che la ruggine della ragion di Stato eroda l’edificio della democrazia e dello Stato di Diritto.

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, come sempre presidio democratico di avanguardia e fattore di crescita civile, è stata per noi un partner istituzionale autorevole che ci ha permesso di elaborare ulteriormente l’idea, conferendo maggiore credibilità all’intero progetto. Adesso facciamo sì che i 47 Stati membri si adoperino per l’adozione e che l’iniziativa prosegua passando da un’assemblea di parlamentari ad una di governi, cioè le Nazioni Unite.

Roberto Rampi

Matteo Angioli

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