“Pubblicare documenti delle autorità è un diritto fondamentale”, dice il Mediatore per l’Intelligence finlandese

Nell’ambito della nostra iniziativa per promuovere il Diritto alla Conoscenza, il nostro ricercatore Lorenzo Domizi ha intervistato il Mediatore (Ombudsman) per l’Intelligence della Finlandia, Kimmo Hakonen. Come riportato dal Daily Finland, questo ruolo è stato istituito il 17 aprile 2019 “come parte di una serie di riforme che hanno ampliato i poteri sia delle forze di sicurezza nazionale che dell’intelligence militare”. Hakonen, avvocato e funzionario pubblico con esperienza presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Interno, “avrà accesso completo a tutte le operazioni di raccolta di dati e di informazioni per accertare la legalità delle operazioni di intelligence”.

LD: In cosa consiste il lavoro del Mediatore per l’Intelligence?

KH: Il Mediatore per l’Intelligence sorveglia la legalità delle attività di intelligence civili e militari. E’ presente nelle fasi di esame sull’autorizzazione dell’intelligence raccolte e verifica le decisioni prese dalle autorità per l’intelligence relative all’uso di metodi raccolta di informazioni. L’Ombudsman può ordinare la sospensione o la cessazione di un metodo di raccolta d’ informazioni se ritiene che l’autorità interessata abbia agito in modo illecito. Sottopone all’esame della commissione di sorveglianza dell’intelligence del Parlamento le osservazioni di controllo pertinenti e presenta una relazione annuale sulle sue attività al Parlamento, al Mediatore parlamentare e al Governo.

Pensa che la Finlandia e Stati risentano, in generale, di una cultura della segretezza e/o di un eccessivo ricorso al segreto di Stato?

In Finlandia e in altri Paesi nordici esiste una lunga tradizione di apertura delle attività delle autorità. Nel nostro Paese la pubblicità dei documenti delle autorità è uno dei diritti e delle libertà fondamentali. Secondo la Costituzione, i documenti e le informazioni in possesso alle autorità sono pubbliche, a meno che la loro pubblicazione non sia stata specificamente limitata da una legge per motivi impellenti. Gli obblighi di segretezza sono specificati nella legge sulla trasparenza delle attività del governo. Naturalmente, alcuni degli obblighi di segretezza sono legati alla sicurezza nazionale. Il mantenimento della sicurezza nazionale è il modo più estremo per garantire la democrazia, lo Stato di Diritto e il sistema dei diritti e delle libertà fondamentali nello Stato in questione. È essenziale che i doveri e i poteri delle autorità (di sicurezza) siano definiti in modo preciso e chiaro in un processo democratico, e che l’uso dei poteri sia sotto un effettivo controllo parlamentare e una verifica di legalità. Per quanto riguarda la ben documentata segretezza delle attività delle autorità, la natura democratica dello Stato e i diritti comuni di partecipazione degli individui dovrebbero essere attuati indirettamente dal controllo parlamentare e dallo stato di diritto e la protezione giuridica degli individui attraverso il controllo della legalità. A mio parere il sistema finlandese soddisfa questi requisiti.

LD: Come giudica l’influenza cinese in ambito civile e militare?

KH: In qualità di supervisore della legalità delle attività delle autorità di intelligence finlandesi non sono giudico le attività di altri Paesi.

LD: Nel Rapporto del 2019 sulla povertà estrema e i diritti umani, Philip Alston, relatore speciale dell’ONU, ha messo in guardia contro i rischi del welfare digitale. In particolare, ha scritto: I cittadini stanno diventando ogni giorno più visibili ai loro governi, ma non il contrario. Cosa ne pensa?

KH: Il sistema dei diritti e delle libertà fondamentali non significa solo uno scudo individuale contro le attività dello Stato, ma anche la responsabilità dello Stato di proteggere i diritti e le libertà fondamentali degli individui, per esempio la sicurezza personale e il diritto a servizi sociali, sanitari e medici adeguati, e più diritti e libertà fondamentali collettivi, per esempio la salute della popolazione e il diritto ad un ambiente sano. Nella protezione dei diritti e delle libertà fondamentali, per esempio la pubblicità dei documenti delle autorità, la libertà di espressione, il diritto alla privacy e il diritto all’integrità e alla sicurezza personale, i diritti e le libertà dovrebbero essere bilanciati tra loro. Anche in questo caso è essenziale che i doveri e i poteri delle autorità siano definiti in modo preciso e chiaro in un processo democratico e che l’uso dei poteri sia sotto un efficace controllo parlamentare e un controllo di legalità.

LD: The Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella” e il Partito Radicale hanno presentato una bozza di risoluzione sul Diritto alla Conoscenza presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Appoggerebbe una risoluzione del genere?

KH: In qualità di supervisore della legalità delle attività delle autorità di intelligence finlandesi non posso prendere posizione su una questione all’esame dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. La mia impressione è che in Finlandia la democrazia, lo Stato di Diritto e il sistema dei diritti e delle libertà fondamentali siano adeguatamente tutelati.

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