Global Committee for the Rule of Law

CHI SIAMO

Il Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella” (Comitato Globale per lo Stato di Diritto Marco Pannella, GCRL) è stato fondato da Marco Pannella, leader del Partito Radicale Transnazionale Nonviolento Transpartito nel Marzo 2016. Ha nominato l’Ambasciatore Giulio Maria Terzi di Sant’Agata come Presidente e Matteo Angioli come Segretario Generale.

Fino ai suoi ultimi giorni, Marco Pannella ha dedicato la sua intera vita alla difesa e al rafforzamento dello Stato di Diritto, e così ha fatto anche in veste di Presidente Onorario del Comitato. Questo è il motivo per cui oggi il GCRL porta il suo nome.

L’obiettivo del Comitato è quello di contrastare l’erosione dello stato di diritto che affligge varie nazioni in tutto il mondo, e di promuovere la completa affermazione dei diritti umani a livello globale, a partire dalle Nazioni Unite attraverso un approccio multilaterale e nonviolento.

Il GCRL agisce grazie al contributo volontario del Presidente, del Segretario e dei Membri Onorari ed è grato al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (ONG con status Generale Consultivo al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite) per l’ospitalità nei suoi uffici di Roma, e a Marco Pannella per la sua donazione di 50.000€ che consentono di portare avanti le attività esterne.

Il logo del Comitato è ispirato al sigillo della Magna Carta, la dichiarazione firmata nel 1215 nelle vicinanze di Runnymede, nella contea di Windsor, in Inghilterra, che stabilisce che tutti i cittadini sono soggetti alla legge, incluso il monarca.

PERCHÈ?

Nel corso degli ultimi vent’anni le tensioni sociali e l’instabilità politica su scala globale sono risultati in una crescente mancanza di riguardo per gli standard internazionali sui diritti umani e una pericolosa erosione dello Stato di Diritto. La crescita in termini di portata e applicazione di misure “speciali” come le clausole sul segreto di Stato e sull’uso di poteri discrezionali dei Governi hanno reso i cittadini alienati dalle decisioni prese per e in loro nome.

In questo contesto, crediamo che rafforzare lo Stato di Diritto e l’universalità dei diritti umani sia fondamentale per riaffermare sia i principi chiave custoditi nella Carta delle Nazioni Unite, sia le responsabilità di tutti gli Stati su scala globale. Questo obiettivo non può essere raggiunto senza che la supervisione democratica dei cittadini venga migliorata attraverso un riconoscimento del diritto civile e umano alla conoscenza di cosa e come i Governi decidono per noi.

La nostra missione:

Il Global Committee for the Rule of Law ritiene il riconoscimento del diritto alla conoscenza come uno degli elementi fondanti lo Stato di Diritto: un ecosistema di strumenti di accountability che coinvolge tutti gli stadi del processo decisionale, e capace di garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini e di assicurare che questi, insieme alle loro libertà, siano effettivamente protetti.

il diritto alla conoscenza

Così come la Corte Penale Internazionale e il diritto alla verità riconosciuto in sede ONU sono indispensabili per l’effettiva e legale messa in stato di accusa degli autori di gravi crimini contro l’umanità e per il risarcimento delle vittime e le loro famiglie, il diritto alla conoscenza dovrebbe agire come misura preventiva contro tali abusi, permettendo l’effettiva accountability delle autorità pubbliche, includendo tutti i rami dello stato (esecutivo, legislativo e giuridico), e altri enti governativi in tutti i livelli (nazionale, regionale e locale).

Crediamo che il diritto alla conoscenza sia un elemento chiave dello Stato di Diritto. Il principio di “political accountability” (responsabilità politica) deve essere sostenuto per migliorare la piena applicazione dello stato di diritto e per prevenire violazioni dei diritti umani.

Fondamentalmente si basa sul duplice meccanismo di risposta dello Stato ai cittadini che esigono l’accesso alle informazioni, e di obbligazione dei politici eletti e delle burocrazie di pubblicare e rendere accessibili documenti, fornendo ragioni alla base delle decisioni che dovrebbero essere prese in maniera più aperta e al livello più vicino dei cittadini.

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