Audizione sul diritto alla conoscenza all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa

Il 3 dicembre, alle 14 circa, si terrà un’audizione presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul progetto di risoluzione sul Diritto alla Conoscenza di cui è Relatore generale il Senatore Roberto Rampi. Specificamente, l’audizione avrà luogo online durante una seduta della Commissione cultura scienza istruzione e media di cui lo stesso Rampi è vice presidente e saranno ascoltati Helen Darbishire, direttrice di Access Info Europe; Ezechia Paolo Reale, avvocato e Segretario del Siracusa International Institute; Claudio Radaelli, professore di scienze politiche all’Istituto Universitario Europeo di Firenze; Laura Harth, coordinatrice del Consiglio Scientifico del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”. Sarà possibile seguire l’audizione dalla home page del sito di Radio Radicale.

Un tema promosso e portato avanti dal Partito Radicale, ribadito nella mozione congressuale del 2019, sarà quindi all’ordine del giorno di un’istituzione europea nota per essere un punto di riferimento per la protezione di principi e diritti democratici, nonché centro di elaborazione del diritto internazionale. L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa è infatti un punto di partenza per l’affermazione di nuovi diritti e per l’evoluzione sia politica che giuridica di questi ed è, per noi, una tappa intermediaria che speriamo ci dia ulteriore slancio per giungere alle Nazioni Unite.

I nostri relatori dunque illustreranno le principali raccomandazioni contenute nella relazione generale su cui si fonderà la risoluzione finale. Verranno esposte, in particolare, raccomandazioni sulla libertà e il pluralismo dei media, sul loro monitoraggio, sul ruolo dei parlamenti e dei corpi intermedi nell’animare il dibattito pubblico e sull’uso ancora oscuro degli algoritmi.

Sarà una tappa centrale per la battaglia definita da molti “l’ultima battaglia di Marco Pannella”, con cui iniettare nuova linfa nelle nostre società per coltivare la libertà di pensiero e la cultura democratica. Sintetizzando, è un’azione con un marcato connotato parlamentare ed istituzionale volta a sventare il rischio – denunciato dallo Special Rapporteur dell’ONU sulla povertà estrema, Philip Alston – di un mondo in cui “i cittadini diventano sempre più visibili ai loro governi, ma non il contrario”.

Matteo Angioli
Segretario generale del Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”

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