Giulio Terzi: Hong Kong si oppone alla strategia cinese di soppressione dello Stato di Diritto

Dopo la mobilitazione di pochi giorni fa lanciata da circa 3000 avvocati di Hong Kong, ieri oltre un milione di cittadini hanno deciso di scendere in piazza nella città asiatica per dire basta alla progressiva, ma chiarissima, strategia di soppressione dello Stato di Diritto, in violazione di ogni impegno preso dalla Cina continentale comunista sia rispetto a Hong Kong, sia rispetto alla comunità internazionale.

Il capo dell’esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, assai gradita, perché asservita, al Partito Comunista Cinese (PCC) e al Presidente Xi Jinping, insiste per l’approvazione di una legge sull’estradizione che finirebbe di fatto per colpire chiunque sia accusato da Pechino di reati, ovviamente in primis politici, di opinione o comunque di rifiuto del giogo comunista. Con questa legge sull’estradizione, la leader del Consiglio Legislativo di Hong Kong, azzera la libertà politica, l’informazione ed estende i poteri di Pechino in violazione di fondamentali impegni sottoscritti dalla Cina con il Regno Unito e con Hong Kong. Eppure Carrie Lam nel marzo 2017 disse: “Se l’opinione pubblica non mi consentirà più di continuare il lavoro da capo dell’esecutivo, mi dimetterò.”

Sono ammirevoli le immense, pacifiche, determinate manifestazioni dell’intero popolo di Hong Kong alle quali si sono uniti anche molti operatori del settore commerciale e i tanti professioni rimasti sinora tolleranti di fronte all’arroganza di Xi Jinping e del PCC. E mentre la Cina è impegnata a distruggere lo Stato di Diritto polverizzando la barriera legale che separa Hong Kong dalla Cina continentale, in Italia c’è ancora ancora chi si illude, come nel caso del Sottosegretario allo Sviluppo, Michele Geraci, nella promozione del memorandum d’intesa tra Italia e Cina.

Giulio Terzi di Sant’Agata

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