Il Parlamento europeo adotta due importantissime risoluzioni

Il 19 settembre il Parlamento europeo è stato protagonista della difesa e promozione dei diritti umani approvando a larga maggioranza due risoluzioni di elevato impatto politico-culturale, che tracciano una traiettoria futura chiara sul percorso che la democrazia deve compiere per non soccombere alle pressioni di regimi autoritari e per incoraggiare avvocati, politici, attivisti, giornalisti e tutti coloro che difendono attivamente ogni giorno i diritti umani in tutto il mondo.

La prima risoluzione tratta l’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa ed equipara i crimini compiuti in nome della follia nazista, con quelli comunisti. Con questo testo, il Parlamento europeo sottolinea, tra l’altro, che “la Seconda guerra mondiale, il conflitto più devastante della storia d’Europa, è iniziata come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop, e dei suoi protocolli segreti, in base ai quali due regimi totalitari, che avevano in comune l’obiettivo di conquistare il mondo, hanno diviso l’Europa in due zone d’influenza” e ricorda che “i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità, e rammenta l’orrendo crimine dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista; condanna con la massima fermezza gli atti di aggressione, i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari”, al punto 5 “invita tutti gli Stati membri dell’UE a formulare una valutazione chiara e fondata su principi riguardo ai crimini e agli atti di aggressione perpetrati dai regimi totalitari comunisti e dal regime nazista” e al punto 6 “condanna tutte le manifestazioni e la diffusione di ideologie totalitarie, come il nazismo e lo stalinismo, all’interno dell’Unione”.

Occorre notare come questo testo ufficiale della maggiore assemblea rappresentativa europea giunga nel momento critico in cui è fondamentale la costituzione di un argine democratico e di diritto contro la sempre più aggressiva azione autoritaria a livello globale che Pechino esercita, sotto il comando del Partito comunista cinese, in ogni settore: politico, economico, sociale e culturale.

La seconda risoluzione, approvata lo stesso giorno, condanna delle violazioni dei diritti umani in Iran. Con 608 voti a favore, 7 contrari, e 46 astensioni, il Parlamento europeo insiste sulle autorità di Teheran affinché rilascino incondizionatamente tutti difensori dei diritti delle donne, arbitrariamente incarcerati per le azioni contro l’obbligo di indossare l’hijab, e tutti gli altri difensori dei diritti umani, incarcerati e condannati semplicemente per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione e associazione. La risoluzione elogia e sostiene le iraniane che difendono i diritti umani nel loro paese, che continuano a difendere le loro cause, nonostante le difficoltà e le ripercussioni personali.

Matteo Angioli

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