L’azione legale nel Regno Unito che fa vivere lo Stato di Diritto

Il 12 febbraio scorso i familiari dei soldati britannici deceduti in Iraq (fondatori dell’Iraq War Family Group) hanno avviato una nuova raccolta fondi per pagare il team di avvocati che esamina il rapporto Chilcot. Dopo aver raccolto 150.000£, l’obiettivo ora è di 22.000£ per “considerare alcuni aspetti costituzionali significativi” anche in vista della Brexit e perché i loro legali “hanno confermato che esiste la possibilità che alcuni membri e funzionari dello Stato siano ritenuti responsabili di illeciti, in particolare di omissione di atti d’ufficio.”

L’azione del gruppo di familiari costituisce un potente esempio, nella forma e nella sostanza, di come dovrebbe comportarsi uno Stato di Diritto. Nella sostanza perché è in corso il tentativo di stabilire la verità storica attraverso l’applicazione della legge davanti alla quale tutti i cittadini sono uguali; nella forma perché i familiari stanno diligentemente e pubblicamente, avvalendosi infatti del sostegno di chiunque voglia contribuire, mettendo in pratica passo dopo passo ciò che la legge consente ed incarnando il senso di giustizia e non di vendetta.

La loro iniziativa legale diviene ancora più delicata se pensiamo che è all’esame un progetto di legge che impedirebbe al personale militare di citare in giudizio il Ministero della Difesa per negligenza, lasciando le decisioni sulle riparazioni ad una figura di nomina del Ministero stesso. Come detto il 14 febbraio da uno dei familiari, “è significativo che il primo passo da parte del Ministero della Difesa in risposta al Rapporto Chilcot non sia quello di introdurre nuove misure per proteggere i soldati, ma per evitare la responsabilità di dover gestire un sistema di sicurezza laddove sono impegnate le truppe”.

Per queste ragioni e per l’impegno profuso negli anni da Marco Pannella, dal Partito Radicale e più recentemente dal Global Committee for the Rule of Law in questa vicenda, ho fatto una donazione 10£ al crowdfunding da loro lanciato e invito tutti a fare altrettanto visitando il sito https://www.crowdjustice.org

Matteo Angioli

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