“Non siamo uno studio legale, siamo il Dipartimento di Giustizia”

Il 30 Gennaio 2017, il Procuratore Generale Sally Yates è stata rimossa dal suo incarico dal Presidente Donald Trump. In una dichiarazione della Casa Bianca, Yates è accusata di aver tradito il Dipartimento di Giustizia in seguito alla decisione di non applicare un Ordine Esecutivo sull’immigrazione firmato dal Presidente Trump. Sally Yates era stata nominata Vice Procuratore Generale dal presidente Obama due anni prima, il 10 gennaio 2015.

In un articolo sul New York Times del 28 luglio 2017, Sally Yates ha ribadito che la decisione era stata presa nel rispetto della legge e con l’intento di mantenere il più possibile l’indipendenza del Dipartimento. “Tutti noi abbiamo la responsabilità di proteggere la capacità del nostro Dipartimento di Giustizia di svolgere il proprio lavoro senza interferenze. Il fondamento stesso del nostro sistema giudiziario – lo Stato di diritto – dipende da esso”, ha scritto.

In precedenza, l’8 maggio 2017, testimoniando alla Sottocommissione giudiziaria del Senato sull’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del novembre 2016, la Yates ha dichiarato: “Non siamo un semplice studio legale, siamo il Dipartimento di Giustizia”.

Quello che segue è un estratto della trascrizione dell’audizione in cui Sally Yates conferma al Senatore Cornyn che l’Ordine Esecutivo è illegale.

Sig.ra Yates, questa è la prima volta che compare di fronte al Congresso da quando ha lasciato il Dipartimento di Giustizia. Volevo solo farle una domanda riguardo alla sua decisione di non difendere l’ordine esecutivo del Presidente. Nella lettera che ha inviato al Congresso, fa notare che l’ordine esecutivo stesso è stato redatto consultandosi con l’Ufficio di Assistenza Legale [del Dipartimento di Giustizia, ndr] e precisa che tale ufficio lo ha esaminato per determinare se, a suo avviso, l’ordine esecutivo proposto fosse legale e redatto correttamente.

Cornyn: È vero che l’Ufficio di Assistenza Legale ha concluso che fosse legale e redatto correttamente?

Yates: Sì, è vero.

Cornyn: E lei lo ha respinto?

Yates: Sì.

Cornyn: Qual è la sua autorità per respingere una decisione legale dell’Ufficio di Assistenza Legale?

Yates: L’Ufficio in questione ha una funzione limitata, ossia quella di controllare la forma di un ordine esecutivo e di determinare in modo puramente formale se vi siano circostanze in cui l’ordine esecutivo sia almeno parzialmente lecito. E, cosa importante, l’Ufficio non guarda oltre la forma dell’ordine esecutivo, ad esempio, dichiarazioni rese contemporaneamente o prima dell’esecuzione di tale ordine che possano influenzare l’intento e l’obiettivo. L’Ufficio non controlla quei fattori, e determinare la costituzionalità di questo ordine esecutivo era un’analisi importante da svolgere e l’ho svolta.

Cornyn: Bene, signora Yates, pensavo che il Dipartimento di Giustizia avesse una lunga tradizione di difesa dell’azione presidenziale in tribunale se ci sono argomenti rilevanti in suo favore, a prescindere dal fatto che tali argomenti possano rivelarsi persuasivi, cosa che naturalmente spetta ai tribunali decidere, e non a lei, giusto?

Yates: È corretto che spesso, ma non sempre, la divisione civile del Dipartimento di Giustizia difenda un’azione del presidente o un’azione del Congresso se sussiste un ragionevole motivo. Ma in questo caso, tutti gli argomenti devono essere basati sulla verità perché noi siamo il Dipartimento di Giustizia. Non siamo un semplice studio legale, noi siamo il Dipartimento di Giustizia.

Cornyn: Lei fa distinzione tra verità e legalità?

Yates: Si, perché in questo caso, attenendoci all’intento dell’ordine esecutivo, scaturito in parte da un’analisi dei fatti estranei all’ordine, abbiamo concluso che non era legale.

Cornyn: Bene, Signora Yates, lei ha avuto una brillante carriera al Dipartimento di Giustizia per 27 anni e ho votato per la sua conferma perché ci credevo. Ma devo dirle che sono molto deluso dal fatto che abbia in qualche modo posto il veto alla decisione dell’Ufficio di Assistenza Legale riguardo alla legalità dell’ordine del presidente e che abbia deciso invece di opporsi all’ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti perché non è d’accordo per ragioni politiche.

Yates: Lo apprezzo, Senatore, e vorrei chiarire una cosa. Non è semplicemente una questione politica. Infatti voglio ricordare la mia audizione di conferma. In quell’occasione, durante uno scambio con lei e altri colleghi, mi è stato chiesto specificamente se avrei detto di no nel caso in cui il presidente mi avesse domandato di fare qualcosa di illegale o incostituzionale, o che si sarebbe ripercosso negativamente sul Dipartimento di Giustizia. Ci ho riflettuto e ho stabilito che l’ordine fosse illegale. Ho anche pensato che fosse incoerente con i principi del Dipartimento di Giustizia e ho detto no. Avevo promesso che l’avrei fatto e l’ho fatto.

Cornyn: Non capisco come possa dire che era legale e che era nelle sue prerogative rifiutare di difenderlo in tribunale e lasciarlo decidere alla corte.

Yates: Senatore, non ho detto che era legale. Ho detto che era illegale.

Guarda il video dell’audizione (in inglese)

Print Friendly, PDF & Email

Add Comment