Populismo, Islam e Stato di Diritto

Lunedì 10 aprile, il Presidente Giulio Terzi è intervenuto in una conferenza organizzata presso l’Ambasciata di Turchia a Roma sui temi del populismo, l’Islam e lo Stato di diritto. Il Presidente Terzi ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’universalità dei diritti umani e dello stato di diritto a livello globale.

Si è soffermato sul momento storico molto delicato che la Turchia sta attraversando, in termini di stabilità democratica, e per quanto riguarda le riforme che il paese sta cercando di attuare, il Presidente Terzi ha affermato l’assoluta necessità di mantenere aperti i negoziati di adesione UE-Turchia.

Inoltre, sottolineando l’importanza fondamentale dello Stato di diritto e della libertà di religione e di credo (Freedom of Religion and Belief – FORB) come elementi essenziali e costitutivi di società liberali e democratiche, ha ricordato la decisione di Marco Pannella di istituire il Comitato Globale per lo Stato di Diritto, finalizzato a sensibilizzare e unire paesi e società civili su questi obiettivi.

Per quanto riguarda l’Islam e il dibattito in corso all’interno dei paesi e delle società arabo-musulmane, ha detto:

“Credo che per avere un buon esito, esso debba includere fin dall’inizio il grande pubblico musulmano e non solo. Un dibattito popolare davvero ampio e inclusivo sui diritti umani e sulla religione, sui valori democratici e sull’Islam, sul posto della religione nella società moderna, è la chiave fondamentale per ogni rivoluzione. Come pilastro del diritto umano alla conoscenza, il dibattito pubblico è uno strumento essenziale per il cambiamento e la partecipazione in una società democratica. La rivoluzione proposta dal Presidente egiziano Al-Sisi (e non solo) è destinata al fallimento se non sarà compiuta dalla popolazione. Sono personalmente convinto che la maggioranza dei cittadini delle società musulmane supporti gli ideali democratici e l’universalità dei diritti umani, ma troppo spesso viene fatta tacere da una minoranza più influente che cerca di rappresentarli, anche in Occidente. Un vero dibattito pubblico deve quindi dare voce a tutti i musulmani, non a un gruppo prescelto o a pochi nominati ritenuti degni o più in grado di curare determinati interessi particolari. In questo senso appoggio pienamente l’iniziativa “Musulmani Laici” lanciata la scorsa settimana a Roma. E’ un progetto che vuole restituire la libertà religiosa ai musulmani che si sentono derubati di tale libertà da parte di altri cosiddetti musulmani. Mi auguro sinceramente che quest’iniziativa possa essere l’inizio di un dibattito ampio e aperto sulla questione, in Italia e oltre.”

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