Appello sulla visita di Javad Zarif in Italia

Nessuno Tocchi Caino e il Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella” rivolgono il seguente appello al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio sull’imminente visita del Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.

Nessuno Tocchi Caino, nel quotidiano monitoraggio della pena di morte nel mondo, ha documentato come l’Iran abbia compiuto al 13 aprile, inizio del Ramadan (durante il mese sacro le esecuzioni vengono sospese), ben 107 esecuzioni, comprese 5 donne, mentre nel 2020 le esecuzioni sono state 284 (267 esecuzioni secondo l’ultimo rapporto di Iran Human Right), di cui 8 donne e 8 minori. In tutti questi anni l’Iran è sempre stato sul podio dei primatisti mondiali per numero di esecuzioni capitali.

Non c’è solo la pena di morte: secondo i dettami della Sharia iraniana, ci sono anche torture, amputazioni degli arti, fustigazioni e altre punizioni crudeli, inumane e degradanti. Non si tratta di casi isolati e avvengono in aperto contrasto con il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici che l’Iran ha ratificato e che queste pratiche vieta. A ciò si aggiunge la pratica crudele e illegale di incarcerare i cittadini con doppia cittadinanza da utilizzare nelle trattative. Tutti noi ricordiamo Ahmadreza Djalali, il ricercatore di 48 anni dell’Università del Piemonte Orientale di Novara condannato a morte per spionaggio.

A ben vedere, per Nessuno tocchi Caino e il Comitato Globale per lo Stato di Diritto “Marco Pannella”, la soluzione definitiva del problema, più che alla lotta contro la pena di morte, attiene alla lotta per la democrazia, l’affermazione dello Stato di Diritto, la promozione e il rispetto dei diritti politici e delle libertà civili.

Sappiamo che il Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, lunedì sarà a Roma quale tappa di un giro di Paesi dell’Europa meridionale. Un viaggio che avviene in un momento in cui il negoziato sul nucleare a Vienna è entrato in una fase finale. Avviene anche in un momento in cui è in atto una crisi gravissima tra Israele e Palestina, rispetto alla quale tanto il Presidente Rhouani, quanto il Capo di Stato Maggiore dell’esercito iraniano, generale maggiore Mohammad Hossein Baqeri, rivolgono appelli antisionisti affinché l’Organizzazione della Cooperazione Islamica assuma un “ruolo più attivo” nella crisi in corso. Inoltre, l’Iran invia a Hamas missili – come il Sejjl – che vengono lanciati indiscriminatamente contro i civili israeliani.

Perseguire una politica di moderazione e continuare a considerare l’Iran fattore di stabilità del Medio Oriente sarebbe un tragico errore. L’Iran è di tutta evidenza elemento di destabilizzazione della regione e detonatore dell’estremismo violento oltre che del terrorismo. Una detonazione che arriva fino a noi se pensiamo alla recente condanna, da parte di un tribunale belga, del diplomatico iraniano Assadollah Assadi per aver tentato un attacco, poi sventato, a Villepinte, vicino Parigi, nel 2018, contro il gruppo di opposizione iraniano dei Mujahedeen del popolo (Mek), costante oggetto di tentativi di annientamento come il massacro dei 30.000 oppositori politici compiuto nel 1988.

Al Ministro degli Esteri di un Paese riconosciuto da tutti nel mondo come il campione della battaglia per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali e per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale chiediamo di porre al centro dell’incontro la questione del rispetto dei Diritti Umani universalmente riconosciuti e di usare questa occasione per denunciarne le violazioni più gravi e chiedere la cessazione di ogni invocazione e sostegno alla distruzione dello Stato di Israele.

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