Proteggiamo i sostenitori dello Stato di Diritto in Polonia

Siamo vicini al Andrzej Rzeplinski, Presidente del Tribunale Costituzionale della Polonia, che in un’intervista per Le Monde il 26 ottobre 2016 ha esternato la sua profonda preoccupazione riguardo l’attacco allo Stato di Diritto da parte del Governo e del partito politico di maggioranza in Parlamento, “Legge e Giustizia” (PiS), presieduto da Jaroslaw A. Kaczynski. Il giudice Rzeplinski, il cui mandato scadrà il 19 dicembre 2016, teme che dopo la sua dipartita, “nessuno sa cosa accadrà“.

A complicare ulteriormente la situazione, un comunicato del 27 ottobre 2016 con cui il governo polacco ha respinto le raccomandazioni presentate il 27 luglio 2016 dalla Commissione Europea per risolvere la crisi costituzionale nel Paese. Il Primo Ministro ultra-conservatore Beata Szydlo ha risposto che tali raccomandazioni sono incompatibili con gli interessi dello Stato Polacco. In una conferenza stampa le stesse sono state bollate dal Ministro Polacco per gli Affari Esteri come “prive di fondamento”.

Inoltre, il 25 ottobre 2016 la sessione plenaria del Parlamento Europeo ha votato e adottato una risoluzione della deputata europea olandese Sophie in’t Veld per creare un meccanismo di monitoraggio con rapporto annuale sulla democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali nell’Unione Europea. Il testo è stato approvato con 405 voti a favore, 171 contrari e 39 astensioni. È sconcertante e scoraggiante notare l’astensione di alcuni parlamentari liberali, in particolare quella di Johannes C. Van Baalen, Presidente dell’Alde Party, il partito liberale europeo: un altro indicatore negativo delle avversità che l’Unione Europea si trova a fronteggiare.

Matteo Angioli

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